20 aprile 2017

[ Video analisi ] Wall street aspetta una reazione

La spirale di congestione che attanaglia l’S&P500 sembra per ora farla da padrone, con gli operatori che rimangono alla finestra in attesa di una reazione del mercato. 


Congiungendo con due trendline i massimi e i minimi significativi a partire dal 1 marzo, (giorno del massimo storico), ciò che otteniamo è un triangolo, che per ora possiamo definire di consolidamento.
In generale con questo tipo di pattern, se non ci sono ulteriori evidenze, al termine della congestione ci si aspetta che il mercato rompa al rialzo la trendline superiore, riprendendo il trend al rialzo precedente. 

Al di là degli eccessi l’area fortemente sensibile e che sta facendo da pavimento respingendo i ribassi è in particolare 2.324 punti. Abbiamo il pivot point a quota 2.354, livello mediano del triangolo rettangolo e stiamo osservando volumi in diminuzione. Aggiungiamo il fatto che il mini-canale ribassista (vedi video allegato) sta offrendo nella parte alta occasione di vendita, con massimi quindi sempre più bassi. 

La realtà è che c'è poca voglia di acquistare in questo momento, tant’è che prima di ritrovare slancio avremo bisogno che il prezzo si riporti sopra area 2.355. 

Allo stato attuale vista la debolezza potrebbe essere lecito attendersi ulteriori ribassi, e se il supporto a 2324 venisse rotto con decisione ci aspettiamo un ulteriore discesa, con primo obiettivo posto a 2.315 ed in estensione 2.300 punti. Qui in coincidenza dei supporti statici e dinamici potremmo assistere a nuovi acquisti. 

Massima attenzione alle false rotture (pronti ad uscire subito) monitorando quindi le figure di inversione sul timeframe brevi e occhio alla congruenza dei volumi con i breakout. Se il mercato rompe al rialzo l’area di congestione attuale il target è attualmente rappresentato dai massimi a 2.400 punti.



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini – www.TradingFacile.eu info@tradingfacile.net

6 aprile 2017

[ Video analisi ] Wall Street ad alta tensione

I verbali della Fed pubblicati nella serata di ieri hanno penalizzato fortemente gli scambi a Wall Street, con l’S&P500 che ha chiuso a 2.346 punti, in calo di circa lo 0,3%, sperimentando una significativa inversione a livello intraday dai massimi di giornata a 2.375 punti. I timori degli investitori sono stati alimentati dalle perplessità espresse da alcuni membri inerenti l'andamento dei prezzi delle azioni, che sarebbero a loro avviso troppo elevati, palesando un mercato in condizioni di bolla. 


In base a tale analisi l'apprezzamento recente dei corsi azionari sarebbe stato determinato dalle aspettative degli investitori verso una maggior tolleranza al rischio, determinato da prospettive di politiche fiscali accomodanti, piuttosto che da aspettative di una crescita economica più solida. 

Inoltre dei verbali emerge che la banca centrale USA sarebbe pronta a ridurre il suo bilancio da 4.500 miliardi di dollari entro la fine del 2017, che significherebbe cominciare a togliere dal proprio portafoglio i Bond acquistati in seguito il programma di allentamento monetario lanciato dopo la crisi economica del 2008; infine è confermato che la Fed procederà ad un graduale rialzo dei tassi, in virtù dei risultati raggiunti dall'economia americana, che nel mese di febbraio ha raggiunto il tanto auspicato target del 2% in termini di inflazione. 

Dal punto di vista operativo sul future S&P500 con scadenza Giugno 2017, il range di breve termine è compreso tra 2.338 e 2.365. 

E' importante sottolineare come il mercato abbia rotto ribasso il livello posto a quota 2.363 punti, che aveva offerto un primo supporto ai rialzi agli inizi di Marzo, mentre abbiamo osservato che dopo il break ribassista tale livello abbia offerto resistenza, costituendo pertanto occasione di vendita. 

Al di là delle parole della Fed che sicuramente hanno gettato incertezza sul mercato e alimentato aspettative di ribasso, potrebbe non essere così semplice rompere con decisione area 2.338, livello molto importante per i rialzisti, e per virare dal lato short più della semplice rottura sarebbe importante che tale livello venga venduto in fase di retest dopo un break al ribasso. 

Saremo altresì cauti nell'apertura di posizioni Long e ciò avverrebbe soltanto qualora il mercato rompesse con decisione 2.363 e tale livello venisse acquistato in eseguito come supporto; solo in quel momento apriremo posizioni long con target piuttosto stretto posto a 2.380. 

A livello intraday un'idea potrebbe essere quella di aspettare un rally fino ai 2.363 e osservare la reazione del mercato; qualora la resistenza si dimostrasse efficace potremmo operare short con primo obiettivo 2.350 e in estensione 2.338.



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini – www.TradingFacile.eu info@tradingfacile.net

30 marzo 2017

[ Video analisi ] L'avvio di Brexit penalizza l'Euro

Dopo un ottimo avvio di settimana con rialzi decisi fino a quota 1.09, la divisa europea ha iniziato a mostrare una certa debolezza, probabilmente anche in seguito all’avvio dei negoziati per l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, evento che continuerà ad avere un certo peso anche nel lungo periodo e che genera pressione sull’Euro. 


A livello grafico su time frame giornaliero osserviamo il completamento di un modello testa e spalle rovesciato, con la rottura del livello posto a quota 1.0830, in virtù di un’impostazione rialzista già ampliamente anticipata nel corso dei precedenti appuntamenti. 

Dopo il completamento del pattern grafico stiamo ora assistendo ad un ritracciamento che per ora rientra ampliamente nella norma, con il prezzo che sta andando a ritestare il supporto dinamico (ex resistenza) individuato dalla trendline ribassista (vedi video allegato); osservando i prezzi sul future Euro FX con scadenza Marzo 2017 notiamo un livello significativo a quota 1.0750, minimo della giornata di ieri. In un quadro impostato al rialzo, su questi livelli potremmo già iniziare a cercare conferme per entrate long, anche se va detto che potrebbe essere necessario un ulteriore assestamento e la pressione ribassista in essere potrebbe spingere l’euro fino a quota 1.07, importante supporto posizionato sul ritracciamento del 50% del range di Fibonacci che identifica il movimento rialzista di breve termine partito agli inizi di Marzo. 

Gli obiettivi rialzisti sono identificati dai livelli dinamici che hanno delineato l’andamento del cross valutario nel corso degli ultimi due anni, nello specifico la prima importante resistenza è a quota 1.1050, mentre in estensione abbiamo 1.1250, target nel medio termine anche in termini di obiettivo di prezzo generato dal modello testa e spalle.



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23 marzo 2017

[ Video analisi ] Quel detestabile vuoto a Piazza Affari

Analizzando il Ftse Mib su time frame giornaliero, siamo alle prese con una situazione non convenzionale e che non si manifesta molto spesso, ossia la formazione di un gap a singola barra, definito appunto one day Island. 


Tale situazione, verificatasi il 16 marzo, è coincisa con il passaggio tra il future di marzo e quello e quello di giugno, dei quali avevamo sottolineato lo squilibrio di valori già da diversi giorni antecedenti la scadenza del contratto di marzo. 

Questa tipologia di gap viene così chiamata perché rappresentata da una singola barra che si trova isolata per continuità di valori dal resto delle barre che la circonda. I gap si formano sempre in punti dove il mercato è dominato da grande emotività, e poiché si dice che il mercato "aborrisca" il vuoto, è opinione comune nel trading che tutti i gap debbano essere sempre colmati; premesso che è statisticamente probabile ma non sicuro al 100% che tutti i gap vengano chiusi, è in ogni caso un processo che su un grafico giornaliero può richiedere alcuni giorni o perfino impiegare diverse settimane. 

Quindi il concetto ora è di non applicare alla cieca un'operatività improntata dal lato long solo perché si ritiene che il gap sarà colmato, poiché spesso in questo tipo di situazioni il prezzo può produrre anche movimenti intraday significativi dal lato opposto, prima di invertire andando a chiudere il gap; bisognerà infatti attendere per forza di cose che l'attuale momentum ribassista si sia esaurito. 

Va sottolineato che in genere le inversioni a isola, siano esse composte da una o più barre, raramente si posizionano su punti di inversione del trend primario, ma possono essere utili nell'identificare i punti di inversione a breve termine e aree di prezzo particolarmente significative; in questo caso gli estremi della barra sono racchiusi tra quota 12.000 e 12.200. A livello operativo l'idea è sempre improntata dal lato long, tuttavia bisogna attendere un chiaro segnale della ripresa del movimento rialzista, che si avrebbe solo con la rottura dei massimi dell'area di congestione al di sotto dell'isola, posti in area 19.750 punti, monitorando che i volumi siano in crescita. 

I target rialzisti sono posti a quota 20.000 punti (chiusura del gap), poi 20.200 e in estensione 20.400 punti. È bene considerare che prima di produrre tale movimento al rialzo il mercato potrebbe avere ancora spazio di discesa, andando a testare i supporti a quota 19.000-18.800 punti.



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16 marzo 2017

[ Video analisi ] S&P500, la storia si ripete?

Il principale indice d’oltreoceano ha chiuso la seduta di ieri in forte rialzo, a 2.382,50, dopo il comunicato della Fed che come auspicato ha rialzato i tassi di interesse, portandoli in una forchetta fra lo 0,75% e l'1%, in pieno rispetto delle aspettative. 


La Banca centrale ha lasciando intendere che ci saranno due ulteriori strette monetarie nel corso del 2017, ma ha lasciato nel contempo invariato l'outlook di crescita e quindi ha deluso chi si aspettava un ulteriore stretta sui tassi, magari con un quarto rialzo nel corso dell’anno, sulla scorta delle prospettive lasciate intendere da Trump in tema di attuazione di riforme economiche e fiscali.

Sull’S&P500 siamo ormai al termine del contratto di marzo, in scadenza domani, ma è possibile notare come già da qualche giorno i volumi sul Future di Giugno 2017 siano decisamente più elevati. 

Lo strappo rialzista di ieri è stato preceduto dalla formazione di un pattern 1-2-3 low, tipica formazione rialzista, con un minimo in area 2.354 (punto 1), successivo massimo a 2.379,75 (punto 2), correzione con un minimo più alto a 2.358 (punto 3) e successivo break out del precedente massimo. 

Chiaramente l'impostazione rimane per ora rialzista e sulla base della proiezione di prezzo dettata dalla volatilità, proiettando la distanza tra il punto 1 e il punto 3 abbiamo un obiettivo di prezzo che ci porta al target di 2.405 punti, leggermente sopra al precedente massimo assoluto a quota 2.401 punti. 

Bisogna porre però attenzione al fatto che le oscillazioni tra i massimi e minimi del mercato degli ultimi 2 anni possono essere ben schematizzate da trendline distanziate tra loro circa 75 punti; attualmente dopo la salita di oltre 75 punti il mercato non ha ritracciato, rompendo la successiva resistenza e proseguendo la corsa al rialzo.

In passato, nelle due occasioni in cui non abbiamo osservato correzioni dopo uno strappo del genere, il prezzo ha poi in ogni caso dovuto riassorbire questi eccessi, andando a correggere dai livelli estremi, come nell'agosto 2015 e nel gennaio 2016 (vedi video allegato).

E’ chiaro come questa sia al momento solo un ipotesi dettata dal comportamento passato del mercato, ma per tale motivo monitoreremo l’area da 2.405 a 2.430, poiché se dovessimo osservare chiari segnali di inversione saremo pronti a chiudere le posizioni long di breve periodo. Nello specifico qualora il prezzo chiudesse sotto area 2.340, è ragionevole pensare che la correzione possa estendersi fino a quota 2.300, riassorbendo gli eccessi della salita.



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9 marzo 2017

[ Video analisi ] Settimana chiave per il cross Euro Dollaro

Filippo Giannini analizza la situazione sul principale cross valutario, in una settimana di importanti eventi sul fronte macroeconomico di Europa e Stai Uniti, i cui esiti si rifletteranno sui mercati, portando ad un aumento atteso di volatilità.





6 marzo 2017

[ Video analisi ] S&P500: come interpretare la fase attuale

Le ultime due sessioni di mercato hanno mostrato un indice S&P500 in difesa rispetto all’andamento del mese di Febbraio 2017. 


Dal massimo storico dell’1 Marzo a 2.401, l’indice sta ora ritracciando fino ai livelli odierni di 2.370, con una correzione di circa l’1,2%. 

Da Novembre 2016, dopo l’inizio della fase di trend rialzista, abbiamo osservato altre tre correzioni di pari o similare entità (vedi video allegato), che hanno rappresentato in tutti i casi ottime occasioni per posizionarsi long, ragion per cui la correzione attuale dovrebbe essere valutata per ora come evento fisiologico di un mercato che è chiaramente molto tirato, ma che non evidenzia ancora sintomi di cedimento; l’analisi dovrebbe essere orientata quindi alla ricerca di supporti per entrare a mercato con posizioni in acquisto. 

Nello specifico i livelli di 2.368, e 2.362, 2.350 potrebbero rappresentare punti ottimali di ingresso, qualora il mercato fornisse ovviamente evidenze grafiche e/o volumetriche a supporto, con primo obiettivo il retest dei massimi storici. Solo se si osservasse una chiusura inferiore a 2.337 si potrebbero valutare operazioni short nel breve, poiché fino a 2.300 i ribassi potrebbero incontrare difese ben poco significative. 



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini - www.TradingFacile.eu info@tradingfacile.net

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