23 marzo 2017

[ Video analisi ] Quel detestabile vuoto a Piazza Affari

Analizzando il Ftse Mib su time frame giornaliero, siamo alle prese con una situazione non convenzionale e che non si manifesta molto spesso, ossia la formazione di un gap a singola barra, definito appunto one day Island. 


Tale situazione, verificatasi il 16 marzo, è coincisa con il passaggio tra il future di marzo e quello e quello di giugno, dei quali avevamo sottolineato lo squilibrio di valori già da diversi giorni antecedenti la scadenza del contratto di marzo. 

Questa tipologia di gap viene così chiamata perché rappresentata da una singola barra che si trova isolata per continuità di valori dal resto delle barre che la circonda. I gap si formano sempre in punti dove il mercato è dominato da grande emotività, e poiché si dice che il mercato "aborrisca" il vuoto, è opinione comune nel trading che tutti i gap debbano essere sempre colmati; premesso che è statisticamente probabile ma non sicuro al 100% che tutti i gap vengano chiusi, è in ogni caso un processo che su un grafico giornaliero può richiedere alcuni giorni o perfino impiegare diverse settimane. 

Quindi il concetto ora è di non applicare alla cieca un'operatività improntata dal lato long solo perché si ritiene che il gap sarà colmato, poiché spesso in questo tipo di situazioni il prezzo può produrre anche movimenti intraday significativi dal lato opposto, prima di invertire andando a chiudere il gap; bisognerà infatti attendere per forza di cose che l'attuale momentum ribassista si sia esaurito. 

Va sottolineato che in genere le inversioni a isola, siano esse composte da una o più barre, raramente si posizionano su punti di inversione del trend primario, ma possono essere utili nell'identificare i punti di inversione a breve termine e aree di prezzo particolarmente significative; in questo caso gli estremi della barra sono racchiusi tra quota 12.000 e 12.200. A livello operativo l'idea è sempre improntata dal lato long, tuttavia bisogna attendere un chiaro segnale della ripresa del movimento rialzista, che si avrebbe solo con la rottura dei massimi dell'area di congestione al di sotto dell'isola, posti in area 19.750 punti, monitorando che i volumi siano in crescita. 

I target rialzisti sono posti a quota 20.000 punti (chiusura del gap), poi 20.200 e in estensione 20.400 punti. È bene considerare che prima di produrre tale movimento al rialzo il mercato potrebbe avere ancora spazio di discesa, andando a testare i supporti a quota 19.000-18.800 punti.



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini - www.TradingFacile.eu info@tradingfacile.net

16 marzo 2017

[ Video analisi ] S&P500, la storia si ripete?

Il principale indice d’oltreoceano ha chiuso la seduta di ieri in forte rialzo, a 2.382,50, dopo il comunicato della Fed che come auspicato ha rialzato i tassi di interesse, portandoli in una forchetta fra lo 0,75% e l'1%, in pieno rispetto delle aspettative. 


La Banca centrale ha lasciando intendere che ci saranno due ulteriori strette monetarie nel corso del 2017, ma ha lasciato nel contempo invariato l'outlook di crescita e quindi ha deluso chi si aspettava un ulteriore stretta sui tassi, magari con un quarto rialzo nel corso dell’anno, sulla scorta delle prospettive lasciate intendere da Trump in tema di attuazione di riforme economiche e fiscali.

Sull’S&P500 siamo ormai al termine del contratto di marzo, in scadenza domani, ma è possibile notare come già da qualche giorno i volumi sul Future di Giugno 2017 siano decisamente più elevati. 

Lo strappo rialzista di ieri è stato preceduto dalla formazione di un pattern 1-2-3 low, tipica formazione rialzista, con un minimo in area 2.354 (punto 1), successivo massimo a 2.379,75 (punto 2), correzione con un minimo più alto a 2.358 (punto 3) e successivo break out del precedente massimo. 

Chiaramente l'impostazione rimane per ora rialzista e sulla base della proiezione di prezzo dettata dalla volatilità, proiettando la distanza tra il punto 1 e il punto 3 abbiamo un obiettivo di prezzo che ci porta al target di 2.405 punti, leggermente sopra al precedente massimo assoluto a quota 2.401 punti. 

Bisogna porre però attenzione al fatto che le oscillazioni tra i massimi e minimi del mercato degli ultimi 2 anni possono essere ben schematizzate da trendline distanziate tra loro circa 75 punti; attualmente dopo la salita di oltre 75 punti il mercato non ha ritracciato, rompendo la successiva resistenza e proseguendo la corsa al rialzo.

In passato, nelle due occasioni in cui non abbiamo osservato correzioni dopo uno strappo del genere, il prezzo ha poi in ogni caso dovuto riassorbire questi eccessi, andando a correggere dai livelli estremi, come nell'agosto 2015 e nel gennaio 2016 (vedi video allegato).

E’ chiaro come questa sia al momento solo un ipotesi dettata dal comportamento passato del mercato, ma per tale motivo monitoreremo l’area da 2.405 a 2.430, poiché se dovessimo osservare chiari segnali di inversione saremo pronti a chiudere le posizioni long di breve periodo. Nello specifico qualora il prezzo chiudesse sotto area 2.340, è ragionevole pensare che la correzione possa estendersi fino a quota 2.300, riassorbendo gli eccessi della salita.



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini – www.TradingFacile.eu info@tradingfacile.net

9 marzo 2017

[ Video analisi ] Settimana chiave per il cross Euro Dollaro

Filippo Giannini analizza la situazione sul principale cross valutario, in una settimana di importanti eventi sul fronte macroeconomico di Europa e Stai Uniti, i cui esiti si rifletteranno sui mercati, portando ad un aumento atteso di volatilità.





6 marzo 2017

[ Video analisi ] S&P500: come interpretare la fase attuale

Le ultime due sessioni di mercato hanno mostrato un indice S&P500 in difesa rispetto all’andamento del mese di Febbraio 2017. 


Dal massimo storico dell’1 Marzo a 2.401, l’indice sta ora ritracciando fino ai livelli odierni di 2.370, con una correzione di circa l’1,2%. 

Da Novembre 2016, dopo l’inizio della fase di trend rialzista, abbiamo osservato altre tre correzioni di pari o similare entità (vedi video allegato), che hanno rappresentato in tutti i casi ottime occasioni per posizionarsi long, ragion per cui la correzione attuale dovrebbe essere valutata per ora come evento fisiologico di un mercato che è chiaramente molto tirato, ma che non evidenzia ancora sintomi di cedimento; l’analisi dovrebbe essere orientata quindi alla ricerca di supporti per entrare a mercato con posizioni in acquisto. 

Nello specifico i livelli di 2.368, e 2.362, 2.350 potrebbero rappresentare punti ottimali di ingresso, qualora il mercato fornisse ovviamente evidenze grafiche e/o volumetriche a supporto, con primo obiettivo il retest dei massimi storici. Solo se si osservasse una chiusura inferiore a 2.337 si potrebbero valutare operazioni short nel breve, poiché fino a 2.300 i ribassi potrebbero incontrare difese ben poco significative. 



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3 marzo 2017

[ Video analisi ] Piazza Affari vuole seguire il trend

Nel corso dei precedenti appuntamenti avevamo segnalato come il supporto volumetrico a 18.500 fosse un'area che avrebbe potuto frenare i ribassi nel breve periodo, come accaduto il 31 Gennaio con la formazione di un pattern Harami. 



Tale livello si è rivelato come previsto estremamente sensibile, offrendo supporto nel corso di altre due occasioni. In particolare, come spesso accade, qualora il terzo tentativo di rompere un supporto o una resistenza non vada a buon fine, si osserva la ripartenza del mercato dal verso opposto. Era noto come 19.130 punti fosse il primo obiettivo rialzista da superare qualora ci fosse volontà di sostenere i rialzi, obiettivo raggiunto il 1 marzo con una barra ad ampio range; adesso si va all'attacco del livello principale di breve periodo, 19.500 punti, importante poiché spartiacque della fase laterale nel corso del mese di gennaio. 

Tracciando i livelli dinamici o trendline su un grafico orario si nota come è possibile identificare dei sottocanali rialzisti con passo da 250 punti circa, che possono ben delineare l'andamento dal mese di dicembre in poi (vedi video allegato). 

Dopo un breakout al ribasso della parte mediana del canale principale, il mercato è andato a testare la base del canale principale, andando poi progressivamente a comprimere il prezzo fino alla successiva espansione verso la parte alta del canale; attualmente ci siamo fermati propria quota 19.500 punti, e prima di una nuova salita potrebbe essere fisiologico un ritracciamento in prima battuta a 19.200 punti e poi 19.000; questi sono livelli di supporto dove cercare configurazioni grafiche a supporto di entrate Long, con obiettivi 19.800 punti e 20200 punti. Chiaramente qualora il prezzo prezzo si riportasse al di sotto di 19.000 dovremmo riconsiderare il quadro generale.



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27 febbraio 2017

[ Video analisi ] Dax, è il caso di allarmarsi?

Il Dax archivia la settimana appena trascorsa in lieve rialzo, +0.4%, principalmente in virtù di un inizio di settimana forte con l’indice che martedì si è spinto fin sopra quota 12.000 punti, livelli che non venivano raggiunti da Aprile 2015. 



Tuttavia l’entusiasmo è durato poco, con i prezzi che mercoledì hanno incontrato difficoltà sulla resistenza dinamica a quota 12.030 (vedi video allegato), aprendo di fatto la strada ad una momentanea correzione ribassista che nella giornata di venerdì ha spinto il Dax fino ai minini di 11.720 punti. 

In chiusura di sessione europea tali livelli sono stati oggetto di acquisto e in questo contesto dall’analisi grafica il livello chiave era chiaramente 11.780, che il mercato è riuscito a recuperare nel pomeriggio fornendo l’occasione per una veloce operazione long. 

I prezzi si trovano ancora saldamente all’interno del canale ascendente che sta dettando il ritmo della salita, e solo una chiusura al di sotto di 11.600 farebbe scattare un campanello di allarme sul rallentamento del trend rialzista. 

Potremmo infatti osservare uno schema analogo a quanto accaduto a fine gennaio, con i prezzi che potrebbero ora correggere ulteriormente andando nelle prossime sessioni a testare la parte bassa del canale rialzista, per trovare supporto sulla trendline a quota 11.650-11.700 punti. La parte bassa del canale rimane per ora l’area dove cercare pattern rialzisti a supporto di entrate long in ottica intraday, mentre se il prezzo rompesse tale canale ed iniziasse a transitare nel range tra 11.600 e 11.400 dovremmo necessariamente riconsiderare il quadro di breve termine.



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20 febbraio 2017

[ Video analsi ] Uno sguardo sul Bund, quali sono i supporti chiave?

Il Bund tedesco dall’inizio di Dicembre 2016 sembra aver terminato la fase correttiva con la formazione di un doppio minimo in area  159,70, riprendendo così il movimento al rialzo che aveva proiettato il titolo di stato tedesco a 10 anni nel luglio scorso fino a 168,75.


I livelli chiave di supporto posti a 161,30 e negli ultimi giorni a 163.20 hanno fornito ottimi punti di acquisto, avvalorati dall’analisi grafica che mostra come essi abbiamo costituto dapprima resistenza e in seguito supporto dinamico sulle trendline tracciate identificando le recenti successioni di massimi e minimi (vedi video allegato).

Ci stiamo ora avvicinando al prossimo livello chiave di 164,90, già respinto ai primi di gennaio ma che sembra essere nuovamente un obiettivo ragionevole in virtù dei movimenti delle ultime settimane. I volumi nel corso dell ultime due sessioni hanno registrato un lieve incremento e vanno tenuti d’occhio poiché un break accompagnato da un cospicuo aumento degli stessi conferirebbe ulteriore valore al pattern.


A livello grafico se dovesse essere superata la resistenza a 164,90, i primi obiettivi sarebbero rappresentati da 165,50 e 166.



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