17 novembre 2011

Crisi: nuove tensioni sui tassi

Sotto la lente di Eurostat, l’ eurozona appare una regione spaccata. I dati sulla crescita, pubblicati oggi dall’Ufficio di statistiche europeo, infatti, evidenziano profonde differenze, da un paese all’altro. Con un PIL in crescita dello 0,5% da giugno a settembre, la Germania resta la locomotiva della zona euro con il sostegno, ancora una volta, del consumo delle famiglie, oltre a quello delle esportazioni.






Il Prodotto interno lordo della Grecia è sceso del 5,2% nel terzo trimestre del 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010, ed è diminuito dell’ 1,5% tra il secondo e il terzo trimestre 2011 (stime Natixis). Il Portogallo, che come la Grecia beneficia di aiuti finanziari internazionali, rallenta dello 0,4% tra il secondo e il terzo trimestre del 2011. Anche i Paesi Bassi hanno registrato una flessione (- 0,3%). In Francia invece il dato della crescita evidenzia un +0,4% rispetto al secondo trimestre, contro una stima precedente di + 0,3%. Sempre secondo le stime Eurostat la crescita nella zona euro è aumentata dello 0,2% tra il secondo e terzo trimestre, in linea con le previsioni degli analisti. Negli Stati Uniti, la crescita nel terzo trimestre ha raggiunto lo 0,6% rispetto al trimestre precedente e in Giappone il PIL è salito dell’ 1,5%.


La situazione resta dunque particolarmente preoccupante in Europa, dove il rischio recessione si delinea sempre più nettamente. E’ sceso piů delle attese l’indice Zew, che misura il sentiment dell’economia in Germania, compilato sulla base delle opinioni raccolte tra investitori e analisti. L’indice nel mese di novembre è risultato a -55,2 punti da -48,3 di ottobre e contro le attese di -52,0.


Ieri il rendimento dei titoli italiani a dieci anni in Italia ha di nuovo sfondato la pericolosa soglia del 7%. La tregua che i mercati hanno concesso all’Italia dopo la nomina di Mario Monti come primo ministro, sembra essere già terminata. Tuttavia, l’ex commissario europeo ha ricevuto nel pomeriggio la conferma da parte dei maggiori partiti del sostegno al suo futuro esecutivo. La lista dei ministri, così come il programma di misure e riforme da implementare, e che comporterà dei “sacrifici”, sembra ormai in dirittura d’arrivo.


L‘Italia “saprà superare questa fase così difficile” ha detto Monti fiuducioso, al termine delle consultazioni a Palazzo Giustiniani, dichiarandosi “assolutamente sereno e convinto” che il Paese potrà uscire da questo momento di grande difficoltà. Il nuovo primo ministro ha dichiarato di voler “focalizzare l’attenzione sulla crescita e riflettere su quello che sarà l’Italia da oggi al 2020/30″. Monti dovrà affrontare le questioni politicamente e socialmente sensibili, come il tema delle pensioni di anzianità (dopo 40 anni di lavoro), o la flessibilità del mercato del lavoro.


I mercati, intanto, restano febbricitanti. La Borsa di Milano ha chiuso in rosso, con una perdita dell’ 1,08%. Il focus resta sull’Europa con la onnipresente crisi del debito sovrano Gli investitori sono soprattutto preoccupati per le variazioni dei rendimenti obbligazionari ancora sottoposti a tensioni elevate. I differenziali di rendimento tra le obbligazioni francesi e spagnole, da un lato e il Bund tedesco, dall’altro, hanno raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dell’euro. Gli investitori sono inoltre preoccupati per l’enorme debito dell’Italia (1.900 miliardi di euro, 120% del PIL). Monti ha chiesto loro un po’ di “pazienza”, sottolineando che il paese è una “democrazia” che prevede “tempi precisi” per formare un governo e sviluppare un programma. I mercati stanno testando la capacità dell’Europa di rispondere alla crisi. Tutto questo in un contesto di recessione prevista per l’ Europa.





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