11 agosto 2015

La Cina svaluta la moneta per contrastare la frenata dell'economia

La Cina svaluta a sorpresa lo YUAN per cercare di combattere il rallentamento sempre più evidente dell’economia.

La Banca centrale ha operato la maggiore operazione degli ultimi vent’anni portando la quotazione ufficiale della moneta nei confronti del dollaro a 6,2298 (-1,9%) specificando che si tratta di una misura “una tantum”, si tratta della svalutazione giornaliera maggiore da quasi due decenni, che porta il cambio ufficiale nei confronti del biglietto verde ai minimi da circa tre anni.

 «Il mercato - ha spiegato la People’s Bank of China - giocherà un ruolo sempre più importante nel determinare i tassi di cambio, con l’obiettivo di facilitare il bilanciamento dei flussi di import e export. Attualmente, le condizioni internazionali dell’economia e della finanza sono molto complesse e una situazione del genere impone nuove sfide».

Nello stesso documento l’istituzione precisa che «monitorerà il mercato dei cambi, in attesa che si stabilizzino le sue aspettative». Se la svalutazione potrà frenare la fuga dei capitali e rianimare l’export, la mossa colpirà tuttavia il potere di acquisto dei consumatori cinesi su alcuni prodotti di import, andando di pari passo con le decisioni dei governi dell’Australia, Corea del Sud e Singapore che hanno deciso di deprezzare la valuta locale andando incontro ai rischi di una “guerra delle valute” che punti sulla svalutazione per rendere competitiva l’economia.

 Sui mercati valutari asiatici si sono create tensioni, con ribassi per il won sudcoreano, il dollaro di Singapore e quello australiano.

 La Borsa di Tokyo, dopo un avvio positivo sull'onda dei precedenti guadagni di Wall Street, ha invertito la rotta e ha chiuso in negativo: l'indice Nikkei ha lasciato sul terreno lo 0,42% a 20.720 punti;


Dopo la chiusura in calo delle Borse asiatiche, anche i mercati europei hanno risentito della mossa di Pechino; le piazze europee hanno aperto in rosso nonostante l’accordo tra Grecia e creditori e a farne le spese è soprattutto il settore del lusso: si temono, infatti, minori esportazioni verso l’Asia e la Cina da parte di quei titoli made in Italy come Tod’s, Luxottica, Ferragamo e Moncler. Gli indici del vecchio continente si muovono in terreno negativo con Parigi e Francoforte cedono lo 0,4% mentre l’Ftse Mib segna -0,16% .




Euro in calo sui mercati, con la moneta unica che cede verso il dollaro a 1,0977 con un ribasso dello 0,39%.
 

TS FTSE MIB segnali dal trading system
Il nostro Trading System sull’indice italiano si è posizionato LONG dal 5 Agosto a 23.855;
Lo STOP ed il Take Profit debbono ancora essere posizionati in macchina.

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