15 febbraio 2016

Diversificare il portafoglio con le Materie Prime

Per diversificare il proprio portafoglio di investimenti non vi è miglior cosa che andare ad investire sulle materie prime.  Sono molti gli investitori e trader che decidono di impegnare il proprio capitale nel trading di materie prime, tra cui spicca il petrolio. Fare trading sul petrolio è probabilmente la scelta principe tra gli investitori che vogliono buttarsi nel mondo delle materie prime. Il prezzo del petrolio anche per il 2016, è destinato a subire vari alti e bassi, sui quali gli investitori possono andare a speculare. Portandosi a casa degli ottimi profitti, ovviamente. Il primo passo da compiere per investire sul petrolio è tenere sempre sotto controllo la quotazione del petrolio in tempo reale.

Il petrolio, come qualsiasi altra materia prima, ha un prezzo di mercato che è fortemente influenzato da molti agenti esterni, sia a livello climatico che politico. Per questo motivo diventa essenziale avere sotto mano un grafico riportante la quotazione del petrolio. Nel nostro caso ci serve un grafico riportare la quotazione del petrolio per il 2016, anno in cui ci apprestiamo ad investire sul petrolio. Tramite l’interpretazione di un grafico finanziario riportante la quotazione del petrolio in tempo reale, saremo in grado di applicare gli strumenti dell’analisi tecnica (come indicatori ed oscillatori) per andare a studiare l’andamento del mercato del greggio. Utilizzando da una parte l’utilissima analisi tecnica, e rimanendo dall’altra sempre informati sulle principali notizie relative al mercato del petrolio, diventa così possibile effettuare una previsione per il prezzo del petrolio per il 2016.

Nell’immagine qui sottostante, vedrete un esempio di grafico finanziario riportante l’andamento degli scambi del petrolio nei mercati globali. Il grafico è ovviamente aggiornato in tempo reale, garantendo così l’assoluta precisione della quotazione del petrolio. La scelta del giusto grafico finanziario, per avere sempre sotto mano le variazioni nel prezzo del greggio per il 2016, risulta essere fondamentale. Andare ad investire sul petrolio, così come una qualsiasi altra materia prima, senza aver prima studiato il grafico finanziario, significa condannare il proprio capitale ad una perdita sicura.

Su Finanzarapisarda.com, sito dedicato al mondo del trading delle materie prime, è sempre disponibile un grafico per consultare la quotazione del petrolio aggiornata in tempo reale.
Se infatti andiamo a dare un’occhiata al grafico qui sopra, possiamo facilmente vedere che il trend primario in corso è un trend ribassista. Il trend ribassista nel prezzo dell’oro nero è iniziato a Novembre 2015 e sta proseguendo anche nel 2016. Eppure, come si può riscontrare sul grafico della quotazione del petrolio, sembrerebbe esserci un “timido” trend laterale secondario. Questo trend laterale sembra essersi impostato nel range dei prezzi tra i $26.00 (livello di supporto testato ben due volte in questo caso) e i $34.20, unico massimo per ora in questo trend laterale.


Fino a pochi giorni fa il prezzo del petrolio in questo 2016 aveva anche raggiunto il massimo dei $34.00, ma nonostante ciò, il prezzo del petrolio è poi tornato verso il basso. Basti pensare che il prezzo del petrolio nel 2016 ha raggiunto i minimi del 2004. Ciò è dovuto al fatto che il prezzo del greggio è drasticamente calato negli ultimi anni, andando ad influire negativamente le compagnie operanti nel settore petrolifero. Meno profitti significano minor investimenti, e molte aziende petrolifere hanno preferito ridurre i capitali da investire e anche andare a chiudere alcuni impianti. Ecco perché siamo distanti “anni luce” da quei $90-100 di prezzo del petrolio a barile. Una quotazione del genere per il petrolio era la normalità, contando quanto fosse (e tutt’ora è) importante per la nostra intera società. I due principali benchmark per il petrolio, ovvero il BRENT (il bechmark internazionale) ed il WTI (ovvero il benchmark statunitense), sono scambiati rispettivamente alla quotazione di intorno ai $30 e $27. Valori sempre e comunque bassi.





Una delle cause principali di una quotazione del petrolio così bassa anche per il 2016, è dovuta al forte sbilanciamento tra domanda ed offerta. La produzione di petrolio negli USA è praticamente raddoppiata negli ultimi anni, portando ad una diminuzione nella richiesta di petrolio importato dai paesi del Medio Oriente. Questi paesi, come Arabia Saudita, Nigeria e Algeria, sono stati costretti a rivendere il petrolio verso altri lidi, come la Cina. Ma in questo periodo l’economia cinese non se la sta passando proprio bene, e se l’economia cinese rallenta, la domande del petrolio cala drasticamente. Altro fattore da non sottovalutare sono i progressi tecnologici verso dispositivi e macchinari sempre meno inquinanti (esempi lampanti si possono trovare nel settore automobilistico).


Da una parte i consumatori di alcune nazioni, in primis gli USA, possono gioire dato che il costo del carburante è in forte diminuzione (non in Italia a causa delle famose “accise”). Ma le principali nazioni produttrici ed esportatrici di petrolio stanno soffrendo questa situazione. Una previsione di rialzo nel prezzo del petrolio per il 2016 è quello che queste nazioni auspicano, così come le società leader del settore. Un ruolo importante lo sta avendo anche l’OPEC, ovvero il cartello economico sul petrolio, composto da 12 paesi guidati dall’Arabia Saudita. L’OPEC non vuole infatti tagliare la propria produzione di petrolio per riequilibrare i prezzi, poiché temono di perdere una fetta importante di mercato. Molti altri paesi stanno mettendo pressione all’OPEC, per prendere una decisione al più presto. E se tale ribasso, come mostrato nel grafico della quotazione del petrolio per il 2016, continuerà anche nei prossimi mesi, è probabile che l’OPEC cambi idea molto in fretta.


0 commenti:

Twitter Delicious Facebook Digg RSS Favorites More

 
Cheap Web Hosting