14 dicembre 2017

La Fed alza i tassi d’interesse, ma il dollaro rimane debole

Come previsto, la Fed ha alzato i tassi d’interesse, confermando inoltre altri tre aumenti nel 2018


Per la terza volta nel corso del 2017 la Federal Reserve ha deciso di alzare i tassi d’interesse USA, portandoli da 1.25 all’1.50 per cento. E’ stato inoltre confermato che l’attuale politica monetaria proseguirà anche nel corso del 2018.

Infatti nonostante la presidente della Fed Janet Yellen sia destinata a lasciare presto il comando a Jerome Powell, è confermato che nel prossimo anno ci saranno tre ulteriori aumenti dei tassi.

Nella conferenza tenuta ieri, la presidente uscente dell’istituto americano si è soffermata in particolare sul lavoro svolto in questi anni, ribadendo come gli obiettivi in materia di crescita economica, di solidità del quadro occupazionale e di stabilità del sistema finanziario, siano stati raggiunti.

Le dichiarazioni di Janet Yellen

"Al momento, l'economia degli Stati Uniti sta crescendo in linea con l'economia globale; siamo in un’espansione sincronizzata, questa è la prima volta dopo molti anni."

"Sono molto contenta che il mercato del lavoro si sia rafforzato notevolmente rispetto ad otto anni fa. Abbiamo creato 17 milioni di posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è sceso notevolmente".

L'unico lavoro rimasto incompleto? L’Inflazione.

L’unica delusione per Yanet Jallen arriva dal mancato raggiungimento del tanto auspicato target del 2% per ciò che riguarda l’inflazione.

Nel complesso, l’attuale presidente della Fed si congeda con orgoglio, mostrandosi altrettanto sicura che Powell svolgerà un ottimo lavoro.

La Yellen ha infine chiuso la conferenza dichiarando: “è stata un'esperienza estremamente gratificante per me essere stata presidente della Federal Reserve. Sono molto ottimista riguardo a quello che siamo stati in grado di realizzare e ho provato un'enorme lealtà nei confronti dell'istituzione.”

La reazione del dollaro

Nonostante l’aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto, peraltro ampliamente previsto e quindi molto probabilmente già scontato dai mercati, il dollaro ha reagito in maniera debole.

Il dollar Index, che misura l’andamento del biglietto verde contro un paniere composto dalle altre valute principali, ha chiuso ieri in deciso ribasso, registrando un -0.72%.

Filippo Giannini - TradingFacile.eu

12 dicembre 2017

[Video analisi] Il cross euro dollaro attende le mosse di Fed e Bce

L’euro ha iniziato la settimana in timido rialzo, mettendo a segno ieri un modesto +0.03%.


Il mercato staziona attualmente sul supporto a 1,1770, livello dal quale gli operatori restano in attesa, prima delle dichiarazioni di Fed e Bce in tema di politica monetaria.

Il meeting della Fed inizierà questo pomeriggio e terminerà nella giornata di domani, con le previsioni che indicano un rialzo dei tassi con ulteriori indicazioni per il nuovo anno. Janet Yellen potrebbe quindi chiudere il suo mandato con un ultimo rialzo di un quarto di punto, portando complessivamente i tassi d’interesse a 1.5%.

In programma invece giovedì 14 dicembre i meeting della Bce, che potrebbero fornire ulteriori dettagli sul piano del QE. Dal prossimo mese la Banca Centrale Europea ridurrà i suoi acquisti di titoli di stato da 60 a 30 milioni.

Il quadro tecnico su eurusd

Nel breve termine il mercato sembrava poter continuare il rally innescato a partire dal supporto a 1.1590, tuttavia abbiamo osservato come la resistenza a 1,1930 abbia arrestato i rialzi, dando il via ad una correzione fino ai livelli attuali.

Una rottura al di sotto di 1,1730 potrebbe provocare un’accelerazione al ribasso fino ad area 1,1650, livelli dove molto probabilmente assisteremo ad acquisti sulla divisa europea.

Nel medio termine troviamo livelli significativi al ribasso a 1,1450 e 1,13, rispettivamente 50% e 61,8% del range di Fibonacci, calcolati su time frame giornaliero partendo dal break rialzista di fine aprile 2017. Per ritrovare slancio dal lato rialzista invece, il mercato avrebbe bisogno di muoversi con decisione oltre area 1,1870.



Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

5 dicembre 2017

[ Video analisi ] Dax, i livelli da monitorare

Il principale indice azionario tedesco prosegue la sua fase interlocutoria, dopo le vendite di venerdì che nella prima parte di sessione avevano spinto il prezzo al di sotto dei precedenti minimi di breve periodo situati a 12.842 punti.


Il break al di sotto di questi livelli ha dimostrato la presenza di compratori, che sono riusciti a riportare il mercato fino a 13.100 punti nel corso della sessione di lunedì. Proprio area 13.100 è il livello che sta fungendo da spartiacque nel corso di questa fase di mercato.


Nel corso del mese di novembre gli acquisti su tali livelli sembravano poter fungere da trampolino di lancio per la ripresa del trend rialzista; tuttavia la resistenza a 13.200 punti si è dimostrata per il momento ostica da superare. Da notare come le vendite partite da 13.100 punti abbiano innescato venerdì il violento movimento al ribasso.

Nella sessione di lunedì i rialzisti hanno provato in tutti modi a sostenere il prezzo oltre 13.100, anche se tuttavia hanno dovuto arrendersi nella seconda metà di sessione, anche in virtù della debolezza proveniente dagli indici di oltre oceano. Nel brevissimo periodo monitoriamo area 12.950, dove è probabile che si osservino acquisti.

Piu in basso è da tenere d’occhio area 12.850, dove cercheremo pattern rialzisti su time frame brevi a suffragio di entrate long, con un primo target a 13.100 punti, poi 13.200 e in estensione 13.300 punti. Si evidenzia come i livelli segnalati rappresentino le resistenze di breve periodo.




Filippo Giannini - TradingFacile.eu

29 novembre 2017

Il Bitcoin da record, superati i 10 mila dollari

Spinto dai cospicui rialzi dei giorni scorsi, nella notte il bitcoin ha superato la soglia dei 10 mila dollari, facendo così registrare l’ennesimo record.


La criptovaluta è arrivata a scambiare fino ad un massimo di 10831,75 dollari, secondo CoinDesk, intorno alle ore 6:15 di questa mattina, salvo poi ritracciare a livelli inferiori. Nel momento in cui scriviamo, alle ore 10:00, la moneta viene scambiata a 10.627 dollari.

Questo nuovo traguardo per il bitcoin arriva due giorni dopo aver superato i 9.000 $ e otto giorni dopo ha superato gli 8000 $.

Un rally pazzesco quello intrapreso dalla cripto valuta, se si pensa che ad inizio anno il valore di questa moneta digitale si aggirava poco sopra i 1000$; un incremento di quasi il 1000%, una scalata che non ha precedenti nei recenti mercati finanziari.

La crescita del Bitcoin continuerà anche in futuro?


Questa è la domanda da un milione di dollari a cui nessun operatore di mercato sa dare una risposta certa.

C’è chi dichiara che il bitcoin sostituirà l’oro, chi invece pensa che siamo all’inizio di una nuova era della tecnologia e altri infine affermano che questo mercato sia una bolla pronta ad esplodere.

Il termine “bolla speculativa” viene associato da oltre un anno al Bitcoin, tuttavia la moneta ha superato senza paura prima la soglia dei 1.000$, poi 3.000$, poi 5.000$, poi 8.000$ ed ora 10.000$.

Michael Novogratz, un ex gestore di hedge fund, sostiene che la criptovaluta supererà i 40.000$ nel 2018. Ad oggi il più grande ostacolo per la moneta digitale rimane la questione legate alla legalità e alla regolamentazione di tale mercato.

28 novembre 2017

[Video analisi] Cosa attendersi nel breve a Piazza Affari


Filippo Giannini analizza la situazione sul Ftse Mib attraverso le strategie dei Trading Systems di TradingFacile.



Contatti: www.tradingfacile.eu info@tradingfacile.net

24 novembre 2017

Ethereum, il rivale di Bitcoin, stabilisce un nuovo record

Il rivale di Bitcoin, Ethereum, ha superato ieri la soglia dei 400$ per la seconda volta nella sua storia, stabilendo un nuovo massimo storico nel giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti.


Ethereum giovedì è salita a circa 425$, un guadagno di oltre il 16% in un periodo di 24 ore. Fino ad allora, il prezzo di Ethereum era rimasto per mesi al di sotto del suo picco precedente di giugno, quando per la prima volta aveva superato per un breve periodo i 400$.

La moneta digitale è aumentata di oltre il 5000 percento dall'inizio dell'anno. È la seconda criptovaluta per volume, con una capitalizzazione di mercato di oltre 40 miliardi di dollari ed è considerata fin’ora l’unica vera antagonista di Bitcoin.

Il giorno del Ringraziamento è stato positivo anche per Bitcoin Cash. La variante al bitcoin classico, derivata da una differente configurazione dello stesso, ha fatto registrare ieri un grande balzo in avanti, toccando un un massimo di 1623.80$, in crescita del 16%.

Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

21 novembre 2017

[ Video analisi ] Dax, come sta evolvendo il quadro tecnico?

Nella sessione di lunedì, complici le vicende legate alle difficoltà della Merkel nella formazione del nuovo governo, il Dax apre in gap down, ritesta poi i minimi di settimana scorsa ed inizia un recupero che riporta il mercato in area 13.000 punti, con un +0.44% su base daily.


Martedì scorso parlando del Dax, avevamo espresso scetticismo sull’apertura di nuovi short sul break dei minimi a 12.957 punti,proprio perché il quadro tecnico suggeriva un rimbalzo.

Infatti dopo nuovi minimi a 12.842 il Dax ha iniziato a riprendere quota, riportandosi fino a 13.094, livello che ora è da monitorare nel breve periodo.

Indicazioni più chiare sulle prossime mosse della locomotiva tedesca sono arrivate stamattina dal test dei minimi attesi in area 12.850 punti, dove abbiamo osservato acquisti importanti, che hanno spinto il mercato fino a ad area 13.000.

Riassumendo ciò che è scaturito dalle ultime 4 sessioni è la formazione di un pattern a doppio minimo su grafico H4, che si completerebbe con il break di 13.100 punti. Se il mercato mostrasse forza su tale livello si entrerebbe long con target 13.350, dato dalla proiezione del modello a doppio minimo. Stop a 12.840.

13.350 è inoltre ora area di resistenza e su tali livelli molto probabilmente arriverebbero prese di beneficio (è il livello da cui era partito il precedente impulso ribassista).



20 novembre 2017

La Germania spaventa l’Europa

Angela Merkel non riesce a formare la coalizione del nuovo governo, in calo i principali mercati europei


La cancelliera tedesca Angela Merkel, nonostante gli sforzi, non è riuscita a trovare un accordo per formare un nuovo governo a tre coalizioni, con i cristianodemocratici, gli ecologisti e i liberali.

Proprio i liberaldemocratici (FDP) si sono improvvisamente ritirati dopo più di quattro settimane di negoziati, a causa di divergenze inconciliabili sul fronte dell’immigrazione e in particolare sui ricongiungimenti familiari.

Per la prima volta dopo molti anni, la stabilità del governo tedesco viene messa in discussione; si apre così una crisi politica che potrebbe portare a nuove elezioni.

"Questa è una brutta notizia per l'Europa", ha affermato il nuovo ministro degli Esteri olandese, Halbe Zijlstra.

Dopo 12 anni di leadership ininterrotta, non è più così scontato che Angela Merkel rimanga ora a capo della Germania, dopo che già le elezioni di settembre avevano visto indebolirsi la sua figura. Molti elettori infatti sono apparsi sfiduciati e non hanno per nulla apprezzato la sua decisione di aprire i confini della Germania a più di un milione di richiedenti asilo.

"È una giornata di profonda riflessione su come andare avanti in Germania", ha detto la Merkel ai giornalisti. "Come cancelliere, farò di tutto per garantire che questo paese sia ben gestito nelle settimane a venire."


Analisi dei mercati


La crisi tedesca ha generato ripercussioni sui principali mercati europei. L'euro è scivolato al di sotto dei minimi a due mesi nei confronti dello yen, dopo le dichiarazioni del leader dell'FDP Christian Lindner che annunciavano il ritiro dai negoziati.

Anche nei confronti del dollaro l’euro ha perso circa lo 0.5% in apertura di sessione, prima di recuperare terreno stamane con l’apertura dei mercati europei.

Per ciò che riguarda il Dax, stamattina viene ritestato il supporto schiave a 12.850 punti e si osserva per ora un recupero, con gli scambi ora in area 13.000. Qualora tale supporto di 12.850 dovesse cedere, si aprono scenari di ulteriore debolezza, che potrebbero spingere il mercato fino ad area 12.500 punti, dove si trova il prossimo supporto di rilievo.

Da sottolineare come ribassi delle ultime due settimane abbiano portato l’indice tedesco a perdere oltre il 3.6% del proprio valore.

Filippo Giannini - TradingFacile.eu

17 novembre 2017

Non si ferma la corsa di Bitcoin

Poche settimane dopo aver superato il traguardo dei 7.000$, il bitcoin ha stabilito oggi un nuovo massimo storico, superando gli 8.000$.


Dopo un picco a 8.029$, nel momento in cui scriviamo la regina delle criptovalute ritraccia leggermente ed è scambiata a quota 7680$.

I nuovi massimi fanno notizia poiché vengono stabiliti soltanto a distanza di pochi giorni rispetto alla precedente fase correttiva, che aveva portato la moneta digitale a perdere il 29% del proprio valore rispetto ai precedenti massimi storici; tale perdita, che aveva cancellato 38 miliardi di dollari di valore della moneta digitale, è stata riassorbita a tempo di record, permettendo a bitcoin di stabilire un nuovo record.

All'inizio di questo mese, Sheba Jafari, vicepresidente del team di strategie di mercato di Goldman Sachs, aveva previsto che il valore di Bitcoin si sarebbe consolidato intorno a 8.000$.

Il nuovo record stabilito oggi fà seguito alle dichiarazioni avvenute ieri dall'amministratore delegato della Chicago Mercantile Exchange (CME), che ha annunciato l’introduzione di misure per frenare la volatilità una volta che i bitcoin futures saranno operativi.

Ricordiamo che ad inizio mese CME Group aveva annunciato il lancio, entro fine anno, dei futures sul bitcoin.

La cavalcata di questa cripto valuta, iniziata lo scorso mese di gennaio, non sembra conoscere ostacoli; da gennaio a oggi il valore di un bitcoin è passato da 1000$ ad 8000$ e secondo alcuni analisti entro agosto prossimo il valore della criptovaluta si aggirerà intorno ai 15.000$.

Filippo Giannini - TradingFacile

15 novembre 2017

Trimestrali in rosso per Salvatore Ferragamo

Il Consiglio di Amministrazione di Salvatore Ferragamo ha approvato ieri il Resoconto Intermedio Consolidato di Gestione al 30 settembre 2017.


Il noto gruppo del settore dell'abbigliamento di lusso ha chiuso i primi 9 mesi del 2017 con ricavi pari a 1.005 milioni di euro, in diminuzione dello 0.9% rispetto ai primi 9 mesi del 2016. In particolare nel terzo trimestre 2017 i ricavi sono stati pari a 287 milioni di euro, in diminuzione del 5,5% ai tassi di cambio correnti.

Solo l’area Asia-pacifico ha fatto registrare un incremento dei ricavi.

Il Risultato Operativo Lordo (EBITDA1) è diminuito del 25,1%, passando dai 216 milioni di euro dei primi nove mesi del 2016 a 162 milioni di euro, con un’incidenza percentuale sui ricavi del 16,1%, dal 21,3% dello stesso periodo del 2016.

L’Utile Netto del Periodo invece ammonta a 79 milioni di euro, in decremento del 28,3% rispetto al 2016.

Analisi tecnica del titolo


I dati negativi del terzo trimestre hanno avuto notevole influenza sul titolo di Salvatore Ferragamo, che stamattina ha aperto in ribasso del 3.3% rispetto alla chiusura precedente.



Le vendite stanno continuando a condizionare il titolo nella seduta corrente e i ribassi odierni hanno spinto le quotazioni fino a 20.51€, livello che per ora ha arrestato la discesa.

Se le vendite sul titolo Ferragamo dovessero perdurare, andranno monitorati i prossimi livelli di supporto a 20.10€ e 19.10€.

In particolare il superamento al ribasso di 19.10€ aprirebbe scenari di ulteriori debolezza, per un titolo che ad oggi ha già restituito al mercato tutti i guadagni registrati da inizio 2017 (circa il 33%), attestando l’andamento annuale corrente delle azioni ad un -2.1%.

14 novembre 2017

[ Video analisi ] Dax: semplice correzione o nuovi ribassi in vista?


Filippo Giannini di TradingFacile analizza la situazione sul Dax, cercando di rispondere alla domanda che in questi giorni tutti gli operatori si stanno ponendo: si tratta di una semplice correzione del trend rialzista, oppure il mercato ha anticipato l’inizio di un nuovo trend al ribasso?


Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

13 novembre 2017

Un periodo d’oro per l’economia europea

L’economia europea è in grande crescita, a dirlo è il documento presentato dalla Commissione Ue giovedì a Bruxelles.


Il blocco delle 19 nazioni dell’euro-zona, sta facendo registrare la crescita più forte dall’ultimo decennio. I risultati sono sorprendenti per una regione che ha dovuto affrontare: la crisi finanziaria, il debito sovrano, la disoccupazione record e una grande deflazione che ha minacciato la sopravvivenza della stessa unione europea.

In un rapporto il lunedì, il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che la crescita in tutta la regione europea, che include l'area dell'euro e le economie in via di sviluppo nell'Europa centrale e orientale, ha un effetto positivo di spillover sul resto del mondo.

"La crescita economica e la creazione di posti di lavoro sono robusti, gli investimenti stanno aumentando, il disavanzo e il debito pubblico diminuiscono gradualmente", ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.

Alcuni numeri


Il Prodotto interno lordo Europeo si attesta al 2,2% quest’anno, le stime a maggio erano di 1,7%.

Previsto un calo della disoccupazione per i prossimi due anni: 8,5% nel 2018 e 7,9% nel 2019. Ricordiamo che ora il tasso di disoccupazione è del 10%.

Per quanto riguarda la crescita dei prezzi al consumo nell'area dell'euro, le proiezioni della BCE non prevedono che l'inflazione ritorni al di sotto del livello target (meno del 2%) fino alla fine del 2019.

La situazione italiana


L’economia europea torna a crescere ma l’Italia resta indietro rispetto a gli altri stati.

Il nostro paese vede al rialzo le proprie previsioni di crescita ma resta comunque fanalino di coda rispetto a tutti gli altri paesi Ue.

La previsione autunnale di Bruxelles colloca il pil italiano al +1,5% nel 2017 (in rialzo del +0,9%) e al +1,3% nel 2018 (dal precedente +1,3%), allineandosi così alle stime del Documento Economico e Finanziario del governo italiano su quest'anno.

Meglio dell’italia fa anche la Grecia che cresce ad un ritmo del 2.5%. A far compagnia al nostro paese all’ultimo posto, è il regno unito che si porta dietro gli effetti negativi di Brexit.

Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

10 novembre 2017

La riforma fiscale di Trump pesa sul dollaro

Dollaro poco mosso nella giornata di ieri rispetto alle altre valute. A pesare sugli scambi sono state le preoccupazioni sul disegno di legge riguardante la riforma fiscale di Donald Trump.


L' indice del dollaro americano, che misura l’andamento della divisa USA contro un paniere di altre sei valute principali, è oggi stabile a quota 94,5.

I senatori repubblicani degli Stati Uniti hanno rilasciato ieri il loro disegno di legge sulla riforma fiscale, che consiste in un taglio del tasso d'imposta sulle società al 20 per cento, ma con un ritardo di attuazione di un anno rispetto al disegno della Camera.

Infatti, anche la proposta della Camera, rilasciata una settimana fa, ridurrebbe il tasso corporate al 20 per cento rispetto all'attuale massimo del 35 per cento, ma avrebbe effetto a partire dal 2018.

Analisi tecnica

A livello grafico, su time frame giornaliero, il Dollar Index ha completato un modello testa e spalle rovesciato, superando il livello di 94.10 lo scorso 26 Ottobre.

La figura tecnica, di chiara implicazione rialzista, mostra una ritrovata fiducia nei confronti del biglietto verde, identificando un potenziale target al rialzo in area 97.20, dato dalla proiezione della massima distanza tra neckline e minimo, calcolata dal punto di completamento del modello.

Tra l’altro sui livelli nell’intorno di 96.80-97.50 il mercato ha stazionato in trading range nei mesi di maggio e giugno scorso, prima dell’ultimo allungo ribassista; per questa ragiona ci si aspetta che gli investitori possano considerare tale zona di prezzo come area sensibile.


7 novembre 2017

[ Video analisi ] L’Euro ostenta ancora debolezza

Dopo 3 settimane consecutive di ribassi per l’euro nei confronti del dollaro, in arretramento del 1.42% nello scorso mese di Ottobre, lo scenario di novembre sembra essere destinato a restare invariato.



Venerdì scorso, giornata di non farm payroll negli Stati Uniti, la divisa europea ha registrato un -0.42%, nonostante i dati non proprio esaltanti provenienti da oltre oceano.

Per gli USA infatti l’unica nota positiva arriva dal tasso di disoccupazione, sceso al 4,1%, mentre deludono le attese degli analisti sia il dato sui nuovi posti di lavoro nei settori extra agricoli e sia l’andamento della retribuzione oraria.

Probabilmente in questo momento il mercato è focalizzato maggiormente sulla prospettiva di un rialzo dei tassi da parte della Fed e di un rafforzamento del biglietto verde rispetto alle altre divise; Ricordiamo infatti che il dollar index si è apprezzato nel corso degli ultimi 3 mesi di oltre il 2,5%.

Analisi tecnica

A livello grafico su time frame giornaliero il 26 ottobre il cross euro dollaro ha completato un modello testa e spalle, nella giornata della riunione BCE e delle conseguenti dichiarazione di Mario Draghi in tema di QE (il programma di acquisto titoli di stato da parte della BCE passerà da 60 a 30 miliari al mese a partire dal 1 gennaio 2018).

Nel medio periodo l’obiettivo di prezzo al ribasso dettato dalla proiezione del modello testa e spalle colloca il target a 1,1250.

Più a breve termine notiamo in queste ultime due sedute la formazione di un pattern hidden smash day: infatti nella seduta di ieri la formazione di una candela hanging man sembrava per ora voler respingere i minimi di periodo a quota 1.1580; il break di questa mattina di tali minimi invalida invece la candela hanging man e ci fornisce conferma di come il trend ribassista abbia ancora un forte momentum.


6 novembre 2017

Prezzi del petrolio ai massimi del 2015

I prezzi del petrolio hanno raggiunto in questo lunedì i livelli più alti da luglio 2015.


Ad alimentare la risalita hanno sicuramente contribuito le tensioni verificatesi, nel fine settimana, in Arabia Saudita. La storia dimostra infatti che ogni qual volta il territorio Saudita è interessato da turbolenze interne, i prezzi del petrolio tendono a salire.

Il principe Saudita, Mohammad Bin Salman, conosciuto come "MBS", sta consolidando il potere della propria famiglia. Dovrà essere lui infatti il successore dell’attuale Re King Salman.

Dopo la creazione di un comitato anti corruzione, sabato le forze armate della corona Saudita hanno arrestato 11 principi, tra cui il noto investitore miliardario Prince Alwaleed bin Talal, oltre ad altri quattro ministri.

Nel frattempo, i prezzi del greggio degli Stati Uniti d'America del West Texas sono aumentati a 55,76 dollari al barile mentre il greggio di Brent è salito a 62,27 dollari al barile.

Il trend rialzista partito agli inizi di luglio 2017 sembra non conoscere ostacoli; ora che i prezzi hanno rotto al rialzo il livello tecnico e psicologico di 55 dollari al barile, il mercato è proiettato verso il prossimo importante livello di resistenza, posizionato a quota 62 dollari al barile.


31 ottobre 2017

[ Video analisi ] A Piazza Affari i tori riprendono fiducia

Il Ftsemib ha chiuso la settimana scorsa con il segno positivo, in rialzo del + 1.50%.




Da inizio anno il principale listino di Piazza Affari ha guadagnato il 18.5%, mostrando un ritrovato ottimismo da parte degli investitori verso i titoli del bel paese, nonostante tutte le vicissitudini legate ad un ripresa economica che ancora stenta a decollare e soprattutto tutte le vicende legate al comparto bancario.

Analizzando il grafico settimanale del Ftsemib abbiamo osservato la formazione di una candela resistiva di tipo Hanging man, che ha decretato la fine della fase correttiva iniziata dopo che i precedenti rialzi avevano spinto l’indice fino a 22.800 punti.

La correzione è terminata in area 22.000 punti, livello estremamente sensibile che avevamo già individuato come potenziale punto di rimbalzo nel corso dei precedenti appuntamenti, proprio perché con il precedente break al rialzo di tale livello avevamo osservato l’invalidazione del pattern ribassista Bearish Engulfing.



I rialzi di settimana scorsa hanno visto il mercato chiudere sui livelli da cui la correzione era partita, a dimostrazione che la pressione rialzista ha avuto la forza necessaria per annullare il break.

Ora il prossimo obiettivo di breve termine è chiaramente quota 24.000 punti, dove ci si aspetta che il mercato incontri importanti resistenze.

Tuttavia il canale rialzista all’interno del quale il prezzo si sta muovendo da inizio anno, sempre su time frame settimanale, mostra un range in contrazione, motivo per il quale ci aspettiamo un aumento di volatilità verso la fine dell’anno, che potrebbe alterare l’equilibrio in corso.

Nel medio temine osserviamo che al di sopra di 24.000 punti la prossima importante resistenza è posizionata a quota 28.000 punti, lasciando ampio margini ai rialzi; dal lato ribassista invece un supporto dinamico significativo è atteso a quota 21.000-20500.

Nel breve periodo monitoriamo invece il supporto posto a 22.000, il cui break al ribasso denoterebbe un aumento di debolezza.

30 ottobre 2017

Il PIL americano sostiene il prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio è in crescita da venerdì pomeriggio grazie ai dati positivi del PIL americano che hanno superato di molto le aspettative


Il prezzo del petrolio greggio ha compiuto venerdì un notevole balzo in avanti, dopo che i dati del PIL del terzo trimestre hanno superato le aspettative degli economisti.

L'output è cresciuto a un ritmo annuo del 3 per cento, battendo le previsioni su un più modesto aumento del 2,6 per cento.

A seguito della diffusione dei dati statunitensi (venerdì ore 13.30), il prezzo del petrolio WTI è salito da 52 dollari al barile fino a raggiungere un massimo di 54,17. In questo inizio di mattinata invece il greggio WTI viene scambiato intorno ai 54 dollari al barile.

Gli investitori attendono con ansia notizie sul fronte OPEC. I maggior produttori di greggio si riuniranno a Vienna il 30 Novembre, per decidere se prolungare o meno i tagli alla produzione petrolifera.

Se le sensazioni positive trapelate saranno confermate, avverrà un prolungamento dell’accordo. Questo potrebbe sostenere in maniera decisiva i prezzi del petrolio fino alla fine dell’anno.

Analisi tecnica


Analizzando il grafico del crude oil su time frame giornaliero, il trend è ora impostato dal lato rialzista, dopo la formazione di tre minimi decrescenti nel corso della prima metà dell’anno.

Il quadro tecnico suggerisce la possibilità che i prezzi possano raggiungere il prossimo importante livello di resistenza, posizionato in area 61,50 dollari al barile (massimi dal 2015).

25 ottobre 2017

Riunione BCE, Mario Draghi tiene in ansia i mercati

L'aspettativa per la riunione BCE di questa settimana è chiara: svelare il futuro del Quantitative Easing


Questo giovedì Mario Draghi, alla riunione BCE, annuncerà probabilmente la riduzione del Quantitative Easing avviato 3 anni fa. Questo è quanto si attendono gli analisti e ciò che si riflette sulle contrattazioni dei mercati finanziari ormai da giorni.

In base ad un sondaggio condotto da Bloomberg su 57 analisti, gli acquisti mensili saranno ridotti di 30 miliardi di dollari, rispetto agli attuali 60, ed estesi per altri 9 mesi. La riduzione del Qe si prolungherà quindi fino a settembre 2018.

L’obiettivo di Draghi, oltre a ridurre il Qe, sarà di evitare un “taper tantrum”, ossia un aumento dei rendimenti dei buoni del tesoro.

Un prolungamento eccessivo del Qe potrebbe infatti indurre gli investitori ad acquistare Bund, mettendo così sotto pressione i tassi decennali, che potrebbero scendere di -25 punti.

Anche se l’inflazione non ha raggiunto ancora il livello target, non si prevedono rialzi dei tassi d’interesse nel medio termine da parte della BCE. Secondo gli esperti un possibile aumento dei tassi avverrà nel 2019 o alla fine del 2018, quando il programma del Qe sarà terminato.

Gli investitori si aspettando quindi decisioni importanti dalla riunione di domani in tema di politica monetaria, anche se Mario Draghi ha lasciato spazio ad ulteriori annunci nella prossima riunione del 14 Dicembre.

In attesa delle decisioni della BCE l’euro in questi giorni sta sperimentando una chiara fase di compressione di volatilità.

Il cambio euro dollaro in questi primi tre giorni della settimana è rimasto intrappolato in un range ristretto compreso tra 1.1725 e 1.1790; proprio il supporto in area 1.1730 sembra in questo momento sorreggere le quotazioni.

Infatti un’eventuale rottura al ribasso di tale livello lascerebbe spazio a manovre ribassiste almeno fino a 1.1670, livello al di sotto del quale il mercato potrebbe subire una ulteriore e decisiva accelerazione, dato che il primo supporto significativo è situato in area 1.1450.

Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

24 ottobre 2017

[ Video analisi ] Ritmo alto a Wall Street, ma per quanto ancora?


Dall’analisi del time frame settimanale sull’S&P500 emerge chiaramente la forza del trend rialzista, capace di portare il mercato ad un +3,8% solo negli ultimi due mesi.



A livello grafico congiungendo i minimi settimanali degli ultimi due mesi si ottiene una trendline dalla pendenza piuttosto pronunciata, che pone più di un dubbio sulla tenuta del trend attuale di salita nel lungo periodo.

Non stiamo affermando che ci aspettiamo un’inversione della tendenza principale, ma bensì un rallentamento del trend attuale. L’analisi tecnica ci dice in generale maggiore è la pendenza di una trendline e minori sono le possibilità che essa tenga nel lungo periodo.

Per questo motivo l’idea operativa è di tracciare una trendline passante per i massimi della fase di salita primaverile, caratterizzata da un andamento decisamente più sostenibile, cercando occasione di acquisto qualora il mercato dovesse ritracciare andando a testare i livelli dinamici identificati da tale trendline.

Al livello attuale tale supporto dinamico si posiziona in area 2.535, ma proprio perché dinamico i valori sono destinati a modificarsi nel tempo.

Ripetiamo che attendiamo un ritracciamento del mercato non per cercare livelli di entrata dal lato delle vendite, bensì per cercare occasioni di acquisto più a buon mercato sui supporti, essendo il trend di fondo stabilmente rialzista

 Per ciò che riguarda gli obiettivi di salita, dall’analisi statistica un ragionevole target può essere posizionato in area 2.610 punti.



Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

18 ottobre 2017

Il punto sui principali mercati dopo le parole di Mario Draghi

Il presidente della BCE Mario Draghi questa mattina è intervenuto a Francoforte, facendo il punto della situazione sulle riforme strutturali dell’Euro zona. 


Secondo Draghi, anche le agevolazioni fiscali rafforzano l’efficacia delle riforme strutturali. L’esempio calzante è stata la riforma del jobs act attuata in italia nel 2015, che ha fatto aumentare il livello d’occupazione di quasi mezzo milione di persone.

Ha poi sottolineato che le sole economie flessibili sono in grado di far fronte, in maniera piuttosto sostenuta, alla crisi e di uscirne senza troppe difficoltà. Inoltre le riforme per essere efficaci devono tener conto di equità ed efficienza.

Dopo il discorso di draghi l’euro ha perso immediatamente terreno, cedendo in questo momento lo 0.2% nei confronti del dollaro a quota 1.1740.

n settimana sono anche attese nuove notizie sul fronte Catalano, la rivendicazione d’indipendenza della Catalogna dalla Spagna incombe e si dovrà presto decidere il futuro del paese.

Per ciò che riguarda le aspettative nei confronti del dollaro, gli operatori continuano a speculare su chi sarà il prossimo presidente della Federal Reserve; la scelta di Donald Trump sarà svelata il 3 novembre, prima di partire per un viaggio di 11 giorni in Asia e Hawaii.

Dopo le parole di martedì dei responsabili politici della Bank of England, tra cui il governatore Mark Carney, gli investitori hanno messo in discussione l'impegno della stessa di aumentare i tassi di interesse; la sterlina si è mossa in calo nelle ultime sessioni ed è scambiata in questo momento in area 1.3170 contro il dollaro, cedendo da inizio settimana lo 0.9%.

Il prezzo del petrolio è invece in risalita, attestandosi sui massimi delle ultime 3 settimane, in area 52 dollari al barile; oggi alle 16.30 sono attesi i dati sulle scorte di greggio.

Di seguito i prossimi eventi più importanti della settimana:

• Il presidente della Fed di New York Bill Dudley e il presidente della Fed dei Dallas, Robert Kaplan, parleranno questo pomeriggio.

• Giovedì la Cina pubblica i dati sul PIL, la produzione industriale e le vendite al dettaglio; nello stesso giorno l’Australia pubblicherà i dati sull’occupazione.

• Per venerdì sono attesi i dati canadesi sull’inflazione.

• Sabato la presidente della Fed Yellen parlerà a Washington all’Herbert Stein Memorial Lecture.

Filippo Giannini - Tradingfacile.eu

17 ottobre 2017

[Video analisi] Europa tra supporti e resistenze


In studio Filippo Giannini di TradingFacile analizza la situazione attuale dei principali indici europei, in una fase caratterizzata dalla bassa volatilità.


16 ottobre 2017

Le tensioni asiatiche spingono in alto il prezzo del petrolio

Nella notte i soldati Iracheni hanno assunto il controllo della città petrolifera di Kirkuk.

Le tensioni asiatiche spingono in alto il prezzo del petrolio in questo inizio di settimana.

In particolare in Iraq, il secondo produttore di greggio più grande dell'OPEC, l'esercito nazionale ha preso il controllo del distretto industriale di Kirkuk e della raffinerie petrolifere.

Il governo centrale non ha infatti alcuna intenzione di rinunciare ad un sito strategico come quello di Kirkuk, un città dominata dal popolo kurdo che nello scorso mese di settembre ha votato per veder riconosciuta la propria indipendenza.

Le aree controllate dalla kurda dell'Iraq sono tra le più produttive del paese e contengono la gran parte delle infrastrutture energetiche.

Le tensioni in atto hanno il solo ed esplicito fine di ottenere il possesso dei giacimenti petroliferi, senza altre motivazioni politiche o economiche; per questo motivo non si prospetta una soluzione alla vicenda in tempi brevi, aumentando le possibilità di assistere ad un escalation delle quotazioni dell’oro nero.

Questa non è questa però l’unica ragione che ha sostenuto il prezzo del petrolio in questa mattinata; anche la vicenda delle possibili sanzioni statunitensi all'Iran ha giocato un ruolo significativo. Venerdì scorso infatti il presidente degli Stati Uniti Trump si è rifiutato di certificare formalmente il rispetto dell’accordo sul nucleare da parte di Teheran, in vigore dal 2015.

Va ricordato che durante il precedente ciclo di sanzioni contro l'Iran, erano state tagliate le forniture di greggio di circa 1 milione di barili al giorno.


Analisi tecnica



Analizzando il grafico del crude oil su time frame giornaliero, il trend è ora impostato dal lato rialzista, dopo la formazione di tre minimi decrescenti nel corso della prima metà dell’anno.

Il quadro tecnico suggerisce la possibilità che i prezzi possano raggiungere il prossimo importante livello di resistenza, posizionato in area 61,50 dollari al barile (massimi dal 2015).

Filippo Giannini - TradingFacile.eu

12 ottobre 2017

Fed verso il rialzo dei tassi, non senza perplessità



Nella serata di ieri la pubblicazione dei verbali della Fed, relativi alla riunione di settembre, ha messo in evidenza tutte le preoccupazioni dei membri riguardo il basso livello d’inflazione.

Le ragioni che stanno impendendo all’inflazione di riportarsi verso il tanto auspicato target del 2% potrebbero infatti essere dovute a tendenze di lungo termine.

Il tema attuale all’interno della banca centrale degli Stati Uniti è quindi di decidere se continuare a vincolare i prossimi rialzi dei tassi all’andamento dell’inflazione, o se procedere in ogni caso con la stretta monetaria, confidando in una normalizzazione dell’inflazione sul lungo periodo.

Alcuni membri hanno dichiarato che la loro volontà di agire con gli adeguamenti di politica monetaria dipenderà dai dati economici in entrata. Prima di procedere all’aumento dei tassi si dovrà capire attentamente il motivo per cui l’inflazione sia ancora rimasta al di sotto del target previsto.

Charles Evans, presidente della Federal Reserve Bank di Chicago, è tra gli scettici. "Nei prossimi giorni ci sarà spazio per una discussione più attenta se quest’anno sia il momento giusto per aumentare ancora i tassi”.

Nel suo discorso del mese scorso, Janet Yellen aveva attribuito la responsabilità del basso livello inflazionistico a diversi fattori, tra i quali i recenti uragani che hanno flagellato l’America, il sempre più crescente shopping online e il basso livello dei salari medi.

Stando però a quanto scritto sui verbali, la Fed ha tuttavia volontà di alzare i tassi d’interesse ancora una volta quest’anno.

Gli investitori si attendono che la Banca Centrale Statunitense aspetterà nell’aumentare il proprio tasso di riferimento almeno fino alla sua riunione di fine anno, prevista a dicembre.

Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

10 ottobre 2017

Indipendenza della Catalunya, come reagiranno i mercati?

Atteso questa sera il discorso del presidente Carles Puigdemont al parlamento della Catalunya


Questa sera Carles Puigdemont potrebbe dichiarare, con effetto immediato o differito, l’indipendenza della Catalunya. La reazione del governo spagnolo potrebbe però essere forte e immediata.

Il presidente Catalano rischia infatti 25 anni di carcere qualora dichiarasse unilateralmente l’indipendenza del proprio paese. A conferma, oggi da Bruxelles, il ministro dell’economia spagnolo ha accusato il governo catalano di ribellione contro lo stato di diritto.

La sindaca di Barcellona spinge per un accordo con Madrid al fine di evitare scontri e rappresaglie. La dichiarazione di indipendenza differita potrebbe essere una saggia decisione per prendere tempo e formulare un accordo tra le parti.

Anche l’Ue ha ribadito la sua richiesta di dialogo fra le parti spagnole. "Chiediamo a tutte le parti di avere un confronto il prima possibile e avviare il dialogo, la violenza non può mai essere uno strumento politico".

Cosa devono aspettarsi i mercati? 


Il discorso di Carles Puigdemont si terrà alle ore 18:00, orario nel quale molti mercati Europei saranno già chiusi; qualsiasi dichiarazione di rilievo come una possibile dichiarazione di indipendenza si rifletterà automaticamente alla riapertura nella giornata di domani.

Madrid ha fatto sapere con chiarezza che, qualora venisse dichiarata l’indipendenza unilaterale della Catalunya, loro saranno pronti ad agire con la forza per far rispettare la legge e la democrazia.

Al momento non è chiaro quale sarà l’impatto dei possibili scontri e delle tensioni politiche spagnole sui mercati finanziari; ciò di cui va preso atto è che il mercato in questa fase sta quasi totalmente ignorando le questioni riguardanti le tensioni geopolitiche, in primis la crisi Usa-Corea del Nord.

L’indice spagnolo IBEX resta comunque il primo mercato che potrebbe subire dei contraccolpi, mentre per ciò che riguarda il mercato Forex andrà monitorato l’andamento del cambio ambio euro/dollaro, alle prese in queste sessioni con un rally rialzista dopo i recenti cali.

Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

[ Video analisi] Euro: il quadro operativo nel breve termine


Analizzando la situazione attuale sul cross euro-dollaro, a livello grafico osserviamo la formazione di un pattern rialzista basato sulle onde di Wolfe sul grafico a 4 ore.

Benché il quadro generale determini una maggior debolezza per la divisa europea, la situazione attuale aumenta le probabilità di osservare in queste sedute un apprezzamento dell’euro, sia pur nel breve termine.

Il target identificato dal setup è dinamico e coincide con il raggiungimento da parte del prezzo della trendline rialzista (come mostrato in figura); sulla base della proiezione prezzo-tempo può essere ragionevolmente collocato in area 1.1840-1.1850.

Lo stop è posizionato qualche tick al di sotto del minimo del punto 5, a quota 1.1665.



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini di trading Facile.eu

6 ottobre 2017

USA: l’occupazione non agricola scende nel mese di Settembre

Le cifre mostrano che l’occupazione USA frena bruscamente e per la prima volta  dal 2011 fa registrare un valore negativo.


I dati ufficiali provenienti dagli Sati Uniti sul numero delle nuove buste paga del settore non agricolo hanno mostrato che l'economia statunitense è scesa di 33.000 posti di lavoro nel mese di settembre. Nello scorso agosto, l’occupazione non agricola era invece cresciuta di ben 169.000 unità.

Nonostante la serie di uragani che hanno colpito la Florida e il Texas, gli economisti avevano previsto 90.000 nuovi posti di lavoro.

Un dato così negativo non si registrava dal lontano 2011, ma evidentemente gli effetti causati dagli uragani Irma e Harvey sono stati sottostimati dagli analisti. Le diffuse inondazioni e interruzioni di energia elettrica hanno messo in difficoltà moltissime aziende e hanno interessato il 10% della popolazione USA.

Ci sono state però alcune buone notizie: la disoccupazione è scesa al 4,2%, il suo livello più basso in 16 anni, contro il 4,4% previsto, mentre i salari orari medi sono aumentati dello 0,5%.


Il dollaro


Nonostante i dati non esaltanti, il Dollar Index si è mosso al rialzo a seguito della pubblicazione dei dati, in linea con il resto della sessione, segnando un +0.22%.

Più modesto il guadagno registrato dal dollaro nei confronti dell’euro, in questi minuti perde lo 0.15%.

Apertura in ribasso invece per Wall Street, che in questo momento cede lo 0.2% in una settimana che ha visto l’indice americano segnare nuovi massimi storici oltre i 2.550 punti.

Infine la ritrovata propensione al rischio da parte degli investitori trova riscontro nelle quotazioni dell’Oro, scambiato attualmente in area 1.260 dollari l’oncia. Da inizio Settembre il principale bene rifugio ha perso oltre il 4.5% del proprio valore.

Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

5 ottobre 2017

L'Euro tenta il rimbalzo?


Dopo i massimi recenti oltre area 1.20 (livelli che non venivano toccati da gennaio 2015), l’euro sta ora gradatamente perdendo terreno nei confronti del dollaro, con gli scambi attuali che si attestano in area 1.1770.

La discesa del mese di settembre è stata caratterizzata dalla formazione di un modello testa e spalle, ben visibile su un grafico a quattro ore. La discesa si è arrestata in area 1.1750, livello che nel mese di agosto aveva respinto le vendite sull’euro, come è possibile osservare dalle ombre molto pronunciate delle candele giornaliere tra il 9 e il 17 agosto.

È possibile ora assistere ad un rally tale da spingere il prezzo fino ai livelli di 1.1880, ossia sulla neckline del modello testa e spalle o addirittura 1.1930, livello dove molto probabilmente si osserverebbero nuove vendite qualora testato.

In tale contesto va privilegiata l’operatività dal lato short, con i prossimi target che vanno ricercati in area 1.1620, 1.15 e 1.1380.

3 ottobre 2017

Le criptovalute sempre più volatili. Bitcoin ed Ethereum in forte calo dopo i massimi di ieri

Dopo essersi riportato nella giornata di ieri presso i massimi delle ultime cinque settimane, il Bitcoin in questo martedì viene scambiato in area 4280 dollari; in calo di circa il 2.50 %.

Il cambio Ethereum/Dollaro scende invece a 290.52, in calo di circa il 2.13%.


Un mercato ad alta volatilità. Anche la Corea del Sud mette al bando le ICO


Anche in questo inizio di Ottobre le criptovalute si confermano molto volatili. Il Bitcoin crolla di circa 270 dollari nella giornata odierna, dopo aver raggiunto i massimi ieri, a seguito della notizia che la Svizzera permetterà alla banca di investimenti Leonteq di scambiare Bitcoin sulla borsa elvetica.

Mentre le operazioni dei trader, su queste criptovalute, diventano sempre più elevate grazie all’alta volatilità che caratterizza questo mercato, molti paesi si stanno tutelando e stanno mettendo al bando le monete virtuali.

Qualche giorno fa anche la Corea del Sud, come la Cina, ha annunciato il divieto di ogni tipo di Inital Coin Offering (ICO); ovvero raccolte di fondi con moneta virtuale.


Scoperto un mining di Monero


Il crescente valore di Bitcoin ed Ethereum ha spinto nell’ultimo periodo molti hacker a creare dei malware, con lo scopo di installare un miner sui pc degli utenti e riuscire così a generare criptovalute.

Oltre alle già note Bitcoin ed Ethereum, molte altre monete virtuali sono state generate e si stanno affermando a livello mondiale, tra cui Monero, Dash e Zcahs.

Proprio per questo motivo il mining di criptovalute è un'attività in crescita a livello mondiale, tanto che recentemente è stato trovato uno script, noto con il nome di Coin-Hive, all’interno del famoso sito torrent The Pirate Bay, che sfruttando la CPU dei pc dei visitatori del sito riusciva a generare Monero.


Analisi tecnica

Resta sempre molto difficile fare una previsione di lungo termine sulle criptovalute alla luce degli attuali scenari.

Attualmente, dopo la fase correttiva seguita ai massimi storici di inizio settembre a quota 4.980, il mercato sta ritrovando slancio, come dimostrano gli attuali scambi sopra ad area 4.275, livello il cui break al ribasso aveva offerto occasione di vendita nel corso dell’ultimo mese.

Nella fase attuale non si hanno indicazioni di un’inversione del trend di fondo, che rimane pertanto rialzista.

Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

27 settembre 2017

Fed: l’inflazione non cresce, imprudente mantenere i tassi d’interesse fermi


Nella conferenza tenuta ieri a Cleveland, Janet Yellen ha fatto intendere che le prospettive economiche sono molto incerte, e che la banca centrale americana procederà, in maniera graduale, all'aumento dei tassi di interesse.

Già nella scorsa settimana la Fed, oltre ad aver annunciato che a partire da ottobre inizierà la riduzione del bilancio (cioè la vendita dei buoni del Tesoro acquistati per sostenere la crisi del 2007-2008), aveva anticipato un possibile aumento del costo del denaro.

Inflazione sotto il livello target

Ieri alla conferenza annuale dell'Associazione Nazionale per l'Economia Aziendale la Yellen ha affermato che la Fed sta cercando di capire il motivo per cui l’inflazione sia rimasta cronicamente sotto il livello obiettivo del 2% anno.

"Io e i miei colleghi potremmo aver valutato male la forza del mercato del lavoro, il grado con cui le aspettative di lungo termine dell'inflazione sono in linea con il nostro obiettivo dell'inflazione o persino le forze fondamentali che guidano l'inflazione".

Il mercato del lavoro che storicamente risulta essere a stretto contatto con l’inflazione, sembra poi non essere più così correlato. La disoccupazione americana ha raggiunto l’obiettivo target attestandosi al 4.4%  ma il livello d’inflazione non è aumentato come sperato.

L'inflazione cronicamente bassa può far rallentare la crescita economica del paese perché i consumatori ritardano spesso gli acquisti in quanto sono portati a pensare che i prezzi rimarranno uguali o addirittura diminuiranno.

Alcuni fattori come la crescente concorrenza degli acquisti online (che potrebbero rendere difficile per le imprese aumentare i prezzi) e il mancato aumento dei salari possono aver contribuito, secondo la Yallen, a mantenere stabile l’inflazione.


Secondo la presidente della Federal Reserve sarebbe imprudente mantenere invariata la politica monetaria in attesa che l’inflazione ritorni al livello target. Questo conferma che i tassi d’interesse verranno sicuramente aumentati e tutti si aspettano che ciò potrà avvenire entro la fine dell’anno.

Filippo Giannini - TradingFacile.eu

26 settembre 2017

A piazza affari il Ftsemib prova l’allungo

Il FtseMib ha archiviato le ultime due settimane in segno positivo, con un rialzo rispettivamente dell’1,53% e dell’1,61%.

Analisi grafica

A livello grafico la negazione del pattern bearish engulfing su base weeeky e la susseguente rottura dell’area di congestione con il break di quota 22.065 (massimo della candela ribassista engulfing), ha fornito la necessaria spinta rialzista al mercato, che si è mosso di quasi 500 punti fino a quota 22.560.



E’ plausibile che l’impulso rialzista spinga il mercato a testare la prima resistenza di un certo rilievo, situata in area 22.800 punti, quotazioni viste per l’ultima volta a dicembre 2015.

Ancor più importante in ottica rialzista è però il livello posto a quota 24.000 punti (massimi del 2015), dove è molto probabile che assisteremo a prese di profitto, qualora il FtseMib dovesse raggiungere tali livelli.

Per ciò che riguarda i supporti dove cercare occasioni di acquisto a seguito di ritracciamenti a breve termine, segnaliamo 22.200 e 22.000, mentre allargando l’orizzonte temporale troviamo un supporto significativo in area 21.315, che rappresenta il minimo della barra settimanale engulfing. Tale livello infatti non solo non è stato violato al ribasso nelle due settimane successive alla formazione del minimo, ma anzi il test ha fornito occasione di acquisto a inizio settembre (bullish pin bar sempre su base weekly).

Filippo Giannini - www.TradingFacile.eu

22 settembre 2017

Il quadro economico della settimana


È stata una settimana davvero molto calda per i mercati finanziari, facciamo il punto della situazione anche alla luce delle elezioni tedesche che si terranno questo weekend.

Il dollaro

Dopo un inizio di settimana ribassista, le quotazioni del dollaro sono salite nella giornata di mercoledì quando la Fed ha espresso la volontà di lasciare invariati i tassi di interesse all’1.25%. Janet Yellen ha inoltre aperto ad un possibile aumento degli stessi entro fine anno e ha dichiarato che a partire da ottobre inizierà invece la riduzione del bilancio. Queste affermazioni hanno fatto crollare repentinamente il cambio euro dollaro da 1.208 a 1.875.

La fase di recupero del dollaro ha però avuto vita breve poiché nelle ultime ore le dichiarazioni del presidente Coreano hanno spaventato non poco i mercati finanziari. Il leader della Corea del Nord, a seguito delle parole del presidente Donald Trump, che ha minacciato di distruggere il paese asiatico, ha annunciato che potrebbe testare una bomba all'idrogeno sull'Oceano Pacifico.

A causa dei timori geopolitici, questa mattina il dollaro è sceso rispetto alle altre principali valute. L’indice del dollaro USA alle ore 11:40 italiane perdeva lo 0,34%.

L’euro

Questo fine settimana i riflettori saranno puntati sull’Europa e in particolar modo sulle elezioni in Germania. La potenza tedesca svolge un ruolo cruciale nella definizione delle politiche dell’UE; è una forza trainante per tenere insieme l’Europa, soprattutto ora che la Gran Bretagna sta lasciando il blocco del vecchio continente.

La grande favorita dei sondaggi resta sempre Angela Merkel, la sua elezione sarebbe il quarto mandato consecutivo e porterebbe stabilità e certezze all’Europa e all’euro. Mentre ci si aspetta chiaramente che la Merkel rimanga al timone, rimangono ancora molti dubbi sulla scelta del partner con cui avverrà la coalizione. Se non ci saranno colpi di scena, la moneta europea potrebbe continuare ad apprezzarsi sul dollaro come avvenuto nelle ultime settimane.

Intanto nel pomeriggio di oggi (ore 15:00) sono attese, a Firenze, le parole del ministro britannico Theresa May aventi per tema un focus particolare sulle strategie da adottare in ambito Brexit e sui negoziati con l’Unione Europea. L’obiettivo è quello di mantenere vivi i rapporti con l’UE ancora per qualche anno al fine di permettere alle aziende di adattarsi al nuovo regime.

Il petrolio

Per tutta la settimana il mercato del petrolio ha viaggiato intorno ai massimi di 5 mesi, nonostante le scorte statunitensi siano aumentate (secondo l’API) di 1.4 milioni di barili, a causa anche degli uragani Maria e Harvey che hanno flagellato la zona caraibica.

Nella giornata di oggi si terrà invece la riunione tra i paesi Opec e altri paesi produttori, tra cui la Russia, per decidere se estendere o meno i tagli alla produzione fino a tutto il 2018. Ricordiamo che gli attuali accordi prevedono una riduzione della produzione di 1,8 milioni di barili al giorno fino a marzo 2018. Che sia questa la volta buona per una definitiva risalita dei prezzi?

L’oro

Dopo il calo post dichiarazioni della Fed, l’oro ,nella seduta mattutina di oggi, ha superato la soglia dei 1300 dollari l’oncia.

A spingere il prezzo sono state le tensioni geopolitiche tra Usa e Corea del Nord. Le minacce, del lancio di un missile ad idrogeno nell’oceano pacifico, da parte del paese asiatico ha spaventato i mercati e l’oro, che è il bene di rifugio per eccellenza, ne ha tratto vantaggio.

Oltre a questa situazione di incertezza e di paura a livello geopolitico, anche il dollaro non sembra dare molte garanzie agli investitori; persino il forte annuncio della Fed non è riuscito a dare sostegno alla moneta statunitense per più di un giorno.

Il mercato del metallo aurifero potrebbe rivedere, nei prossimi giorni, ancora a rialzo le proprie quotazioni.

www.tradingfacile.eu

20 settembre 2017

Petrolio in lieve crescita, ma oggi si attende la comunicazione dell’EIA


Anche se i prezzi del petrolio viaggiano, ormai da qualche giorno, vicino ai massimi di cinque mesi, non sono stati ancora in grado di sfondare con decisione il livello di resistenza. Il future del WTI alle ore 10:30 italiane quota 50.30 dollari al barile, mentre il BRENT si attesta intorno ai 55.37 dollari al barile.

Nella giornata di ieri l’American Petroleum Institute (API) ha comunicato che le scorte statunitensi sono salite di 1.4 milioni di barili nella settimana conclusa il 15 settembre. I dati API hanno inoltre mostrato che le scorte di benzina sono scese di 5.1 milioni di barili, mentre quelle dei distillati sono diminuite di 6,1 milioni di barili.

Oggi invece ci sarà la comunicazione dell’Energy Information Administration (EIA) sul livello delle scorte dei prodotti raffinati. Secondo alcuni analisti i dati potrebbero probabilmente mostrate una crescita degli stock di greggio di 2,4 milioni di barili. Invece gli stock di benzina dovrebbero registrare una diminuzione media di 2,1 milioni di barili; previsioni in calo anche per le scorte dei distillati di 1.5 milioni di barili.

Nonostante i paesi arabi (Iraq e Arabia su tutti) abbiano diminuito notevolmente la produzione per sostenere i prezzi, l’eccesso di offerta e la quantità di scorte presenti ancora sul mercato potrebbero mantenere i prezzi al di sotto della resistenza ancora per molto tempo. Da qui a fine anno il mercato dell’oro nero potrebbe però rivelarsi molto volatile anche in attesa delle decisioni che prenderanno i paesi produttori OPEC per estendere o meno ancora i tagli alla produzione.

18 settembre 2017

Il quadro generale in vista delle elezioni tedesche

Tra meno di una settimana, il 24 Settembre, la Germania voterà per il nuovo governo. La grande favorita alla nomina di cancelliere resta sempre Angela Merkel; se le previsioni dei sondaggi saranno rispettate il record di 4 mandati di Helmut Kohl sarà eguagliato.

L'Unione Democratica Cristiana (CDU), partito della Merkel, comanda i sondaggi con un 37%, mentre a seguire vi sono i Social Democratici (SPD) con il 20%. A questo punto, con la vittoria che sembra ormai annunciata, l’opinione pubblica si concentra su quale tipo di coalizione possa emergere sotto la guida della Merkel.


Perché le elezioni della Germania sono così importanti per il futuro dell’Unione Europea?

La Germania è l'economia più grande dell'Europa e la spina dorsale dell'Unione Europea, e la Merkel è uno dei leader più potenti al mondo.

La Germania svolge un ruolo cruciale nella definizione delle politiche dell'UE; è una forza trainante per tenere insieme l'Europa, soprattutto ora che la Gran Bretagna sta lasciando il blocco del vecchio continente.

Mentre ci si aspetta chiarmante che la Merkel rimanga al timone, non è ancora chiara la scelta del partner con cui avverrà la coalizione. La scelta del partito con cui coalizzarsi risulterà essere un passaggio fondamentale, poiché determinerà l’orientamento della futura politica Tedesca e anche l’andamento dell’intera economia Europea.

Le prospettive

L’Unione Democratica Cristiana e i Social Democratici sono in coalizione dal 2013; il patto sarà rinnovato? Oppure emergerà un modello diverso?

Gli altri partiti, oltre al SPD, che potrebbero coalizzarsi con il CDU sono:
  • I liberali democratici (FDP);
  • Il partito dei verdi;
  • Il partito di sinistra (ex comunisti);
  • Il partito di destra;

Secondo le attuali previsioni l’FDP sembra destinato ad entrare nuovamente in Parlamento dopo il fallimento del 2013. Ciò potrebbe significare alcuni cambiamenti radicali, in quanto la politica dell’FDP è a sostegno delle imprese, e si pone come obiettivo principale quello di diminuire le tasse e il pubblico.

E’ scontato affermare che il quadro che uscirà dalle urne e la formazione del nuovo esecutivo sarà un importante market mover dell’autunno sui mercati finanziari, insieme alle prossime mosse della Banca centrale europea in tema di Quantitative Easing.

Gli investitori si aspettano importanti segnali di fiducia e stabilità tali da sostenere un consolidamento della ripresa economica e una comunione di intenti sulle politiche comuni da parte dei paesi europei, scongiurando forse definitivamente i venti antieuropeisti, già peraltro rimasti al palo nelle scorse elezioni francesi.

Filippo Giannini - TradingFacile.eu

14 settembre 2017

[ Video analisi ] E' ritornata la fiducia a Piazza Affari?

Filippo Giannini analizza la situazione sul principale mercato italiano attraverso le strategie dei trading system di TradingFacile.



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7 settembre 2017

[ Video analisi ] Dax: false aspettative o qualcosa è cambiato?

Filippo Giannini analizza la situazione sul principale mercato tedesco attraverso le strategie dei trading system di TradingFacile.



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31 agosto 2017

[ Video analisi ] Europa e Usa: in quale scenario si stanno muovendo i mercati?



Filippo Giannini analizza la situazione sui principali mercati attraverso le strategie dei trading system di TradingFacile.

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25 luglio 2017

[ Video analisi ] Europa ed Usa: il quadro operativo della settimana

Filippo Giannini analizza la situazione sui principali mercati attraverso le strategie dei trading system di TradingFacile.



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20 luglio 2017

[ Video analisi ] Il Dax e l'operatività nello scenario attuale

Filippo Giannini analizza la situazione sul principale indice tedesco attraverso le strategie dei trading system di TradingFacile.



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18 luglio 2017

[ Video analisi ] Mercati e Trading System il quadro operativo della settimana

Filippo Giannini analizza la situazione sui principali mercati attraverso le strategie dei trading system di TradingFacile.



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13 luglio 2017

[ Video analisi ] L'euro dollaro e il delicato equilibrio delle banche centrali

Filippo Giannini analizza la situazione sul principale cross valutario attraverso le strategie dei trading system di TradingFacile.



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11 luglio 2017

[ Video analisi ] Le aspettative di Draghi sono in linea con i mercati?

Filippo Giannini analizza la situazione sul Bund tedesco attraverso le strategie dei trading system di TradingFacile.


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