27 febbraio 2017

[ Video analisi ] Dax, è il caso di allarmarsi?

Il Dax archivia la settimana appena trascorsa in lieve rialzo, +0.4%, principalmente in virtù di un inizio di settimana forte con l’indice che martedì si è spinto fin sopra quota 12.000 punti, livelli che non venivano raggiunti da Aprile 2015. 



Tuttavia l’entusiasmo è durato poco, con i prezzi che mercoledì hanno incontrato difficoltà sulla resistenza dinamica a quota 12.030 (vedi video allegato), aprendo di fatto la strada ad una momentanea correzione ribassista che nella giornata di venerdì ha spinto il Dax fino ai minini di 11.720 punti. 

In chiusura di sessione europea tali livelli sono stati oggetto di acquisto e in questo contesto dall’analisi grafica il livello chiave era chiaramente 11.780, che il mercato è riuscito a recuperare nel pomeriggio fornendo l’occasione per una veloce operazione long. 

I prezzi si trovano ancora saldamente all’interno del canale ascendente che sta dettando il ritmo della salita, e solo una chiusura al di sotto di 11.600 farebbe scattare un campanello di allarme sul rallentamento del trend rialzista. 

Potremmo infatti osservare uno schema analogo a quanto accaduto a fine gennaio, con i prezzi che potrebbero ora correggere ulteriormente andando nelle prossime sessioni a testare la parte bassa del canale rialzista, per trovare supporto sulla trendline a quota 11.650-11.700 punti. La parte bassa del canale rimane per ora l’area dove cercare pattern rialzisti a supporto di entrate long in ottica intraday, mentre se il prezzo rompesse tale canale ed iniziasse a transitare nel range tra 11.600 e 11.400 dovremmo necessariamente riconsiderare il quadro di breve termine.



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini - www.TradingFacile.eu info@tradingfacile.net

20 febbraio 2017

[ Video analsi ] Uno sguardo sul Bund, quali sono i supporti chiave?

Il Bund tedesco dall’inizio di Dicembre 2016 sembra aver terminato la fase correttiva con la formazione di un doppio minimo in area  159,70, riprendendo così il movimento al rialzo che aveva proiettato il titolo di stato tedesco a 10 anni nel luglio scorso fino a 168,75.


I livelli chiave di supporto posti a 161,30 e negli ultimi giorni a 163.20 hanno fornito ottimi punti di acquisto, avvalorati dall’analisi grafica che mostra come essi abbiamo costituto dapprima resistenza e in seguito supporto dinamico sulle trendline tracciate identificando le recenti successioni di massimi e minimi (vedi video allegato).

Ci stiamo ora avvicinando al prossimo livello chiave di 164,90, già respinto ai primi di gennaio ma che sembra essere nuovamente un obiettivo ragionevole in virtù dei movimenti delle ultime settimane. I volumi nel corso dell ultime due sessioni hanno registrato un lieve incremento e vanno tenuti d’occhio poiché un break accompagnato da un cospicuo aumento degli stessi conferirebbe ulteriore valore al pattern.


A livello grafico se dovesse essere superata la resistenza a 164,90, i primi obiettivi sarebbero rappresentati da 165,50 e 166.



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16 febbraio 2017

[ Video analisi ] La Yellen fa il bello e il cattivo tempo, e l'Euro?

Ancora il cross Eurodollaro al centro dell'attenzione, dopo la giornata chiave di inversione verificatasi ieri, molto probabilmente anche a seguito delle parole del presidente della Fed Janet Yellen che in audizione al Senato ha attaccato Donald Trump riguardo i possibili effetti del suo piano politico, che potrebbe essere economicamente insostenibile e produrre un grave squilibrio sui conti economici degli Stati Uniti.



Dopo aver provato a spingersi al ribasso toccando il livello di 1.0530, l’Euro è stato oggetto di pesanti acquisti, tali da produrre un rimbalzo significativo fino ai livelli odierni oltre quota 1.06. 

La domanda in questi casi è se ieri si poteva fare qualcosa o in qualche modo prevedere quello che sarebbe successo; come analizzato nell’appuntamento di martedì scorso l'euro stava correggendo dopo l'impulso rialzista che aveva guidato il mercato da inizio dell'anno e avevamo già parlato di come, a livello di ritracciamenti, ci stavamo avvicinando al 61,8% del range di Fibonacci, livello chiave da monitorare per cercare un'inversione e quindi per validare la prosecuzione del trend attuale.

Monitorando quindi il Future Euro FX con scadenza marzo 2017 si poteva operare su tali livelli applicando il pattern di inversione Fakeout-Shakeout, entrando long al superamento di 1.0575, punto medio dell’area di tarding range prima di osservare la falsa rottura (vedi video allegato). Per chi fosse entrato short in breakout era possibile anche effettuare operazione di stop and reverse, incassando una perdita minima.

La cosa interessante è che tale modello era riscontrabile osservando sia un time frame a 5, 15 o 30 minuti. Ricordiamo che bisogna sempre analizzare il quadro generale perché chiaramente dobbiamo conoscere i livelli migliori sui quali è più probabile assistere ad un'inversione di mercato. Il primo target per l’operazione poteva essere calcolato prendendo a misura l'ampiezza del movimento al ribasso precedente, proiettandolo al rialzo rispetto al punto di entrata, ottenendo come obiettivo 1.0620; ovviamente in questi casi operando in training stop si potevano ottenere risultati perfino migliori.



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14 febbraio 2017

[ Video analisi ] L'euro può ancora dire la sua?

Dall’inizio dell’anno l’euro nei confronti del dollaro è arrivato ad apprezzarsi fino ad una massimo del 2,7%, prima di ritracciare nel corso delle ultime due settimane, cedendo circa l’1,6%.


Riprendendo quanto già detto nel corso dei precedenti appuntamenti, l’area da monitorare per cercare punti di acquisto in accordo con la ripresa del movimento rialzista, è proprio il range compreso tra 1,0630 e 1,0560, sia perché formando una pin candle il giorno 30 gennaio il mercato aveva respinto il primo vero tentativo di ribasso proprio in area 1.0630, sia perché tali livelli sono compresi tra il 50% e il 61,8% del range di Fibonacci che identifica il movimento al rialzo partito ad inizio 2017.

Pertanto un ritracciamento superiore al 61,8% del range principale denoterebbe particolare debolezza dell’euro, mentre la tenuta del livello attuale  in area 1.0590, con chiusura sopra a 1.0650, fornirebbe spunto per ricominciare a cercare acquisti sui supporti intraday.


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9 febbraio 2017

[ Video analisi ] E’ guerra di nervi sul Dax

Nel corso delle ultime 3 sessioni di trading i supporti chiave del Dax in area 11.470 sono stati oggetto di reiterati attacchi, fin’ora senza ottenere l’esito sperato; gli acquisti sui minimi sono riusciti a risollevare il mercato, riportandolo all’interno dell’area di trading range. Ma fin quando durerà questa guerra di nervi? 



Al di sotto di 11.450 non ci sono difese importanti fino a 11.180, quindi chiaramente una rottura di tale supporto potrebbe innescare un imponente ondata di vendite sul principale listino tedesco; da ciò si capisce l’importanza del livello è perché sia così strenuamente difeso. 

Tutto dipenderà dalla reazione degli operatori a quota 11.650, livello che funge sia da resistenza statica (limite superiore della precedente area di trading range) che dinamica (trendline che ha fornito supporto alla precedente ascesa dei prezzi su time frame giornaliero). 

Se il mercato riuscirà a rompere con decisione 11.650 potremmo assistere a nuovi acquisti con target i massimi di breve periodo; dal lato opposto una rottura decisa di 11.450 fornirebbe l’occasione per operare short con primo profit point a 11.260 e in estensione 11.180.


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6 febbraio 2017

[ Video analisi ] A piazza Affari i supporti per ora tengono

La settimana appena trascorsa sul Ftse Mib si è chiusa con una perdita di circa l'1%, principalmente dovuta alle forti vendite di inizio settimana. 


Dopo aver formato un doppio massimo in area 19.750 il prezzo altro ha rotto al ribasso l’area di trading range e il supporto di 19.100 punti, per andare a raggiungere il livello ancora più importante posto a quota dice 18.600 punti, dove stiamo assistendo ad un rimbalzo. Se andiamo indietro con il grafico notiamo che la forte espansione di volatilità osservata su questi livelli a metà dicembre era coincisa anche con un cospicuo aumento a livello volumetrico, a dimostrazione dell’importanza di tale area per gli operatori. 

Nelle giornate di martedì e mercoledì sempre su tale supporto si è assistito alla formazione di un pattern Bullish Harami, formazione grafica che indica un rallentamento del precedente movimento e quindi delle pressioni di vendita, inoltre la candela del 1 Febbraio è stata anche caratterizzata dal range più piccolo degli ultimi 7 giorni, con i livelli di apertura e chiusura molto vicini, a testimonianza dell’equilibrio tra tori e orsi. 

Se i rialzi si protrarranno oltre quota 19.500 punti, livello significativo poiché pivot point nel mese di Gennaio all’interno del trading range, significherebbe che c’è davvero volontà di sostenere il mercato; in tal caso l’obietto rialzista, al di là della soglia psicologica dei 20.000 punti, si ottiene osservando a ritroso il grafico dove troviamo una resistenza significativa a 20.400 punti. 

Se il clima di debolezza dovesse permanere ci aspettiamo resistenza a 19.100 punti, ma a quel punto prima di entrare short dovremo necessariamente aspettare una rottura decisa di 18.400 punti, accompagnata da cospicuo aumento di volumi; va sottolineato che in tale scenario la discesa fino a 17.300 punti incontrerebbe ben poche difese.



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