30 marzo 2017

[ Video analisi ] L'avvio di Brexit penalizza l'Euro

Dopo un ottimo avvio di settimana con rialzi decisi fino a quota 1.09, la divisa europea ha iniziato a mostrare una certa debolezza, probabilmente anche in seguito all’avvio dei negoziati per l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, evento che continuerà ad avere un certo peso anche nel lungo periodo e che genera pressione sull’Euro. 


A livello grafico su time frame giornaliero osserviamo il completamento di un modello testa e spalle rovesciato, con la rottura del livello posto a quota 1.0830, in virtù di un’impostazione rialzista già ampliamente anticipata nel corso dei precedenti appuntamenti. 

Dopo il completamento del pattern grafico stiamo ora assistendo ad un ritracciamento che per ora rientra ampliamente nella norma, con il prezzo che sta andando a ritestare il supporto dinamico (ex resistenza) individuato dalla trendline ribassista (vedi video allegato); osservando i prezzi sul future Euro FX con scadenza Marzo 2017 notiamo un livello significativo a quota 1.0750, minimo della giornata di ieri. In un quadro impostato al rialzo, su questi livelli potremmo già iniziare a cercare conferme per entrate long, anche se va detto che potrebbe essere necessario un ulteriore assestamento e la pressione ribassista in essere potrebbe spingere l’euro fino a quota 1.07, importante supporto posizionato sul ritracciamento del 50% del range di Fibonacci che identifica il movimento rialzista di breve termine partito agli inizi di Marzo. 

Gli obiettivi rialzisti sono identificati dai livelli dinamici che hanno delineato l’andamento del cross valutario nel corso degli ultimi due anni, nello specifico la prima importante resistenza è a quota 1.1050, mentre in estensione abbiamo 1.1250, target nel medio termine anche in termini di obiettivo di prezzo generato dal modello testa e spalle.



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini - www.TradingFacile.eu info@tradingfacile.net

23 marzo 2017

[ Video analisi ] Quel detestabile vuoto a Piazza Affari

Analizzando il Ftse Mib su time frame giornaliero, siamo alle prese con una situazione non convenzionale e che non si manifesta molto spesso, ossia la formazione di un gap a singola barra, definito appunto one day Island. 


Tale situazione, verificatasi il 16 marzo, è coincisa con il passaggio tra il future di marzo e quello e quello di giugno, dei quali avevamo sottolineato lo squilibrio di valori già da diversi giorni antecedenti la scadenza del contratto di marzo. 

Questa tipologia di gap viene così chiamata perché rappresentata da una singola barra che si trova isolata per continuità di valori dal resto delle barre che la circonda. I gap si formano sempre in punti dove il mercato è dominato da grande emotività, e poiché si dice che il mercato "aborrisca" il vuoto, è opinione comune nel trading che tutti i gap debbano essere sempre colmati; premesso che è statisticamente probabile ma non sicuro al 100% che tutti i gap vengano chiusi, è in ogni caso un processo che su un grafico giornaliero può richiedere alcuni giorni o perfino impiegare diverse settimane. 

Quindi il concetto ora è di non applicare alla cieca un'operatività improntata dal lato long solo perché si ritiene che il gap sarà colmato, poiché spesso in questo tipo di situazioni il prezzo può produrre anche movimenti intraday significativi dal lato opposto, prima di invertire andando a chiudere il gap; bisognerà infatti attendere per forza di cose che l'attuale momentum ribassista si sia esaurito. 

Va sottolineato che in genere le inversioni a isola, siano esse composte da una o più barre, raramente si posizionano su punti di inversione del trend primario, ma possono essere utili nell'identificare i punti di inversione a breve termine e aree di prezzo particolarmente significative; in questo caso gli estremi della barra sono racchiusi tra quota 12.000 e 12.200. A livello operativo l'idea è sempre improntata dal lato long, tuttavia bisogna attendere un chiaro segnale della ripresa del movimento rialzista, che si avrebbe solo con la rottura dei massimi dell'area di congestione al di sotto dell'isola, posti in area 19.750 punti, monitorando che i volumi siano in crescita. 

I target rialzisti sono posti a quota 20.000 punti (chiusura del gap), poi 20.200 e in estensione 20.400 punti. È bene considerare che prima di produrre tale movimento al rialzo il mercato potrebbe avere ancora spazio di discesa, andando a testare i supporti a quota 19.000-18.800 punti.



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16 marzo 2017

[ Video analisi ] S&P500, la storia si ripete?

Il principale indice d’oltreoceano ha chiuso la seduta di ieri in forte rialzo, a 2.382,50, dopo il comunicato della Fed che come auspicato ha rialzato i tassi di interesse, portandoli in una forchetta fra lo 0,75% e l'1%, in pieno rispetto delle aspettative. 


La Banca centrale ha lasciando intendere che ci saranno due ulteriori strette monetarie nel corso del 2017, ma ha lasciato nel contempo invariato l'outlook di crescita e quindi ha deluso chi si aspettava un ulteriore stretta sui tassi, magari con un quarto rialzo nel corso dell’anno, sulla scorta delle prospettive lasciate intendere da Trump in tema di attuazione di riforme economiche e fiscali.

Sull’S&P500 siamo ormai al termine del contratto di marzo, in scadenza domani, ma è possibile notare come già da qualche giorno i volumi sul Future di Giugno 2017 siano decisamente più elevati. 

Lo strappo rialzista di ieri è stato preceduto dalla formazione di un pattern 1-2-3 low, tipica formazione rialzista, con un minimo in area 2.354 (punto 1), successivo massimo a 2.379,75 (punto 2), correzione con un minimo più alto a 2.358 (punto 3) e successivo break out del precedente massimo. 

Chiaramente l'impostazione rimane per ora rialzista e sulla base della proiezione di prezzo dettata dalla volatilità, proiettando la distanza tra il punto 1 e il punto 3 abbiamo un obiettivo di prezzo che ci porta al target di 2.405 punti, leggermente sopra al precedente massimo assoluto a quota 2.401 punti. 

Bisogna porre però attenzione al fatto che le oscillazioni tra i massimi e minimi del mercato degli ultimi 2 anni possono essere ben schematizzate da trendline distanziate tra loro circa 75 punti; attualmente dopo la salita di oltre 75 punti il mercato non ha ritracciato, rompendo la successiva resistenza e proseguendo la corsa al rialzo.

In passato, nelle due occasioni in cui non abbiamo osservato correzioni dopo uno strappo del genere, il prezzo ha poi in ogni caso dovuto riassorbire questi eccessi, andando a correggere dai livelli estremi, come nell'agosto 2015 e nel gennaio 2016 (vedi video allegato).

E’ chiaro come questa sia al momento solo un ipotesi dettata dal comportamento passato del mercato, ma per tale motivo monitoreremo l’area da 2.405 a 2.430, poiché se dovessimo osservare chiari segnali di inversione saremo pronti a chiudere le posizioni long di breve periodo. Nello specifico qualora il prezzo chiudesse sotto area 2.340, è ragionevole pensare che la correzione possa estendersi fino a quota 2.300, riassorbendo gli eccessi della salita.



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9 marzo 2017

[ Video analisi ] Settimana chiave per il cross Euro Dollaro

Filippo Giannini analizza la situazione sul principale cross valutario, in una settimana di importanti eventi sul fronte macroeconomico di Europa e Stai Uniti, i cui esiti si rifletteranno sui mercati, portando ad un aumento atteso di volatilità.





6 marzo 2017

[ Video analisi ] S&P500: come interpretare la fase attuale

Le ultime due sessioni di mercato hanno mostrato un indice S&P500 in difesa rispetto all’andamento del mese di Febbraio 2017. 


Dal massimo storico dell’1 Marzo a 2.401, l’indice sta ora ritracciando fino ai livelli odierni di 2.370, con una correzione di circa l’1,2%. 

Da Novembre 2016, dopo l’inizio della fase di trend rialzista, abbiamo osservato altre tre correzioni di pari o similare entità (vedi video allegato), che hanno rappresentato in tutti i casi ottime occasioni per posizionarsi long, ragion per cui la correzione attuale dovrebbe essere valutata per ora come evento fisiologico di un mercato che è chiaramente molto tirato, ma che non evidenzia ancora sintomi di cedimento; l’analisi dovrebbe essere orientata quindi alla ricerca di supporti per entrare a mercato con posizioni in acquisto. 

Nello specifico i livelli di 2.368, e 2.362, 2.350 potrebbero rappresentare punti ottimali di ingresso, qualora il mercato fornisse ovviamente evidenze grafiche e/o volumetriche a supporto, con primo obiettivo il retest dei massimi storici. Solo se si osservasse una chiusura inferiore a 2.337 si potrebbero valutare operazioni short nel breve, poiché fino a 2.300 i ribassi potrebbero incontrare difese ben poco significative. 



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3 marzo 2017

[ Video analisi ] Piazza Affari vuole seguire il trend

Nel corso dei precedenti appuntamenti avevamo segnalato come il supporto volumetrico a 18.500 fosse un'area che avrebbe potuto frenare i ribassi nel breve periodo, come accaduto il 31 Gennaio con la formazione di un pattern Harami. 



Tale livello si è rivelato come previsto estremamente sensibile, offrendo supporto nel corso di altre due occasioni. In particolare, come spesso accade, qualora il terzo tentativo di rompere un supporto o una resistenza non vada a buon fine, si osserva la ripartenza del mercato dal verso opposto. Era noto come 19.130 punti fosse il primo obiettivo rialzista da superare qualora ci fosse volontà di sostenere i rialzi, obiettivo raggiunto il 1 marzo con una barra ad ampio range; adesso si va all'attacco del livello principale di breve periodo, 19.500 punti, importante poiché spartiacque della fase laterale nel corso del mese di gennaio. 

Tracciando i livelli dinamici o trendline su un grafico orario si nota come è possibile identificare dei sottocanali rialzisti con passo da 250 punti circa, che possono ben delineare l'andamento dal mese di dicembre in poi (vedi video allegato). 

Dopo un breakout al ribasso della parte mediana del canale principale, il mercato è andato a testare la base del canale principale, andando poi progressivamente a comprimere il prezzo fino alla successiva espansione verso la parte alta del canale; attualmente ci siamo fermati propria quota 19.500 punti, e prima di una nuova salita potrebbe essere fisiologico un ritracciamento in prima battuta a 19.200 punti e poi 19.000; questi sono livelli di supporto dove cercare configurazioni grafiche a supporto di entrate Long, con obiettivi 19.800 punti e 20200 punti. Chiaramente qualora il prezzo prezzo si riportasse al di sotto di 19.000 dovremmo riconsiderare il quadro generale.



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