16 marzo 2017

[ Video analisi ] S&P500, la storia si ripete?

Il principale indice d’oltreoceano ha chiuso la seduta di ieri in forte rialzo, a 2.382,50, dopo il comunicato della Fed che come auspicato ha rialzato i tassi di interesse, portandoli in una forchetta fra lo 0,75% e l'1%, in pieno rispetto delle aspettative. 


La Banca centrale ha lasciando intendere che ci saranno due ulteriori strette monetarie nel corso del 2017, ma ha lasciato nel contempo invariato l'outlook di crescita e quindi ha deluso chi si aspettava un ulteriore stretta sui tassi, magari con un quarto rialzo nel corso dell’anno, sulla scorta delle prospettive lasciate intendere da Trump in tema di attuazione di riforme economiche e fiscali.

Sull’S&P500 siamo ormai al termine del contratto di marzo, in scadenza domani, ma è possibile notare come già da qualche giorno i volumi sul Future di Giugno 2017 siano decisamente più elevati. 

Lo strappo rialzista di ieri è stato preceduto dalla formazione di un pattern 1-2-3 low, tipica formazione rialzista, con un minimo in area 2.354 (punto 1), successivo massimo a 2.379,75 (punto 2), correzione con un minimo più alto a 2.358 (punto 3) e successivo break out del precedente massimo. 

Chiaramente l'impostazione rimane per ora rialzista e sulla base della proiezione di prezzo dettata dalla volatilità, proiettando la distanza tra il punto 1 e il punto 3 abbiamo un obiettivo di prezzo che ci porta al target di 2.405 punti, leggermente sopra al precedente massimo assoluto a quota 2.401 punti. 

Bisogna porre però attenzione al fatto che le oscillazioni tra i massimi e minimi del mercato degli ultimi 2 anni possono essere ben schematizzate da trendline distanziate tra loro circa 75 punti; attualmente dopo la salita di oltre 75 punti il mercato non ha ritracciato, rompendo la successiva resistenza e proseguendo la corsa al rialzo.

In passato, nelle due occasioni in cui non abbiamo osservato correzioni dopo uno strappo del genere, il prezzo ha poi in ogni caso dovuto riassorbire questi eccessi, andando a correggere dai livelli estremi, come nell'agosto 2015 e nel gennaio 2016 (vedi video allegato).

E’ chiaro come questa sia al momento solo un ipotesi dettata dal comportamento passato del mercato, ma per tale motivo monitoreremo l’area da 2.405 a 2.430, poiché se dovessimo osservare chiari segnali di inversione saremo pronti a chiudere le posizioni long di breve periodo. Nello specifico qualora il prezzo chiudesse sotto area 2.340, è ragionevole pensare che la correzione possa estendersi fino a quota 2.300, riassorbendo gli eccessi della salita.



Analisi, studio e grafici a cura di Filippo Giannini – www.TradingFacile.eu info@tradingfacile.net

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