12 ottobre 2017

Fed verso il rialzo dei tassi, non senza perplessità



Nella serata di ieri la pubblicazione dei verbali della Fed, relativi alla riunione di settembre, ha messo in evidenza tutte le preoccupazioni dei membri riguardo il basso livello d’inflazione.

Le ragioni che stanno impendendo all’inflazione di riportarsi verso il tanto auspicato target del 2% potrebbero infatti essere dovute a tendenze di lungo termine.

Il tema attuale all’interno della banca centrale degli Stati Uniti è quindi di decidere se continuare a vincolare i prossimi rialzi dei tassi all’andamento dell’inflazione, o se procedere in ogni caso con la stretta monetaria, confidando in una normalizzazione dell’inflazione sul lungo periodo.

Alcuni membri hanno dichiarato che la loro volontà di agire con gli adeguamenti di politica monetaria dipenderà dai dati economici in entrata. Prima di procedere all’aumento dei tassi si dovrà capire attentamente il motivo per cui l’inflazione sia ancora rimasta al di sotto del target previsto.

Charles Evans, presidente della Federal Reserve Bank di Chicago, è tra gli scettici. "Nei prossimi giorni ci sarà spazio per una discussione più attenta se quest’anno sia il momento giusto per aumentare ancora i tassi”.

Nel suo discorso del mese scorso, Janet Yellen aveva attribuito la responsabilità del basso livello inflazionistico a diversi fattori, tra i quali i recenti uragani che hanno flagellato l’America, il sempre più crescente shopping online e il basso livello dei salari medi.

Stando però a quanto scritto sui verbali, la Fed ha tuttavia volontà di alzare i tassi d’interesse ancora una volta quest’anno.

Gli investitori si attendono che la Banca Centrale Statunitense aspetterà nell’aumentare il proprio tasso di riferimento almeno fino alla sua riunione di fine anno, prevista a dicembre.

Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

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