14 dicembre 2017

La Fed alza i tassi d’interesse, ma il dollaro rimane debole

Come previsto, la Fed ha alzato i tassi d’interesse, confermando inoltre altri tre aumenti nel 2018


Per la terza volta nel corso del 2017 la Federal Reserve ha deciso di alzare i tassi d’interesse USA, portandoli da 1.25 all’1.50 per cento. E’ stato inoltre confermato che l’attuale politica monetaria proseguirà anche nel corso del 2018.

Infatti nonostante la presidente della Fed Janet Yellen sia destinata a lasciare presto il comando a Jerome Powell, è confermato che nel prossimo anno ci saranno tre ulteriori aumenti dei tassi.

Nella conferenza tenuta ieri, la presidente uscente dell’istituto americano si è soffermata in particolare sul lavoro svolto in questi anni, ribadendo come gli obiettivi in materia di crescita economica, di solidità del quadro occupazionale e di stabilità del sistema finanziario, siano stati raggiunti.

Le dichiarazioni di Janet Yellen

"Al momento, l'economia degli Stati Uniti sta crescendo in linea con l'economia globale; siamo in un’espansione sincronizzata, questa è la prima volta dopo molti anni."

"Sono molto contenta che il mercato del lavoro si sia rafforzato notevolmente rispetto ad otto anni fa. Abbiamo creato 17 milioni di posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è sceso notevolmente".

L'unico lavoro rimasto incompleto? L’Inflazione.

L’unica delusione per Yanet Jallen arriva dal mancato raggiungimento del tanto auspicato target del 2% per ciò che riguarda l’inflazione.

Nel complesso, l’attuale presidente della Fed si congeda con orgoglio, mostrandosi altrettanto sicura che Powell svolgerà un ottimo lavoro.

La Yellen ha infine chiuso la conferenza dichiarando: “è stata un'esperienza estremamente gratificante per me essere stata presidente della Federal Reserve. Sono molto ottimista riguardo a quello che siamo stati in grado di realizzare e ho provato un'enorme lealtà nei confronti dell'istituzione.”

La reazione del dollaro

Nonostante l’aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto, peraltro ampliamente previsto e quindi molto probabilmente già scontato dai mercati, il dollaro ha reagito in maniera debole.

Il dollar Index, che misura l’andamento del biglietto verde contro un paniere composto dalle altre valute principali, ha chiuso ieri in deciso ribasso, registrando un -0.72%.

Filippo Giannini - TradingFacile.eu

12 dicembre 2017

[Video analisi] Il cross euro dollaro attende le mosse di Fed e Bce

L’euro ha iniziato la settimana in timido rialzo, mettendo a segno ieri un modesto +0.03%.


Il mercato staziona attualmente sul supporto a 1,1770, livello dal quale gli operatori restano in attesa, prima delle dichiarazioni di Fed e Bce in tema di politica monetaria.

Il meeting della Fed inizierà questo pomeriggio e terminerà nella giornata di domani, con le previsioni che indicano un rialzo dei tassi con ulteriori indicazioni per il nuovo anno. Janet Yellen potrebbe quindi chiudere il suo mandato con un ultimo rialzo di un quarto di punto, portando complessivamente i tassi d’interesse a 1.5%.

In programma invece giovedì 14 dicembre i meeting della Bce, che potrebbero fornire ulteriori dettagli sul piano del QE. Dal prossimo mese la Banca Centrale Europea ridurrà i suoi acquisti di titoli di stato da 60 a 30 milioni.

Il quadro tecnico su eurusd

Nel breve termine il mercato sembrava poter continuare il rally innescato a partire dal supporto a 1.1590, tuttavia abbiamo osservato come la resistenza a 1,1930 abbia arrestato i rialzi, dando il via ad una correzione fino ai livelli attuali.

Una rottura al di sotto di 1,1730 potrebbe provocare un’accelerazione al ribasso fino ad area 1,1650, livelli dove molto probabilmente assisteremo ad acquisti sulla divisa europea.

Nel medio termine troviamo livelli significativi al ribasso a 1,1450 e 1,13, rispettivamente 50% e 61,8% del range di Fibonacci, calcolati su time frame giornaliero partendo dal break rialzista di fine aprile 2017. Per ritrovare slancio dal lato rialzista invece, il mercato avrebbe bisogno di muoversi con decisione oltre area 1,1870.



Filippo Giannini - www.tradingfacile.eu

5 dicembre 2017

[ Video analisi ] Dax, i livelli da monitorare

Il principale indice azionario tedesco prosegue la sua fase interlocutoria, dopo le vendite di venerdì che nella prima parte di sessione avevano spinto il prezzo al di sotto dei precedenti minimi di breve periodo situati a 12.842 punti.


Il break al di sotto di questi livelli ha dimostrato la presenza di compratori, che sono riusciti a riportare il mercato fino a 13.100 punti nel corso della sessione di lunedì. Proprio area 13.100 è il livello che sta fungendo da spartiacque nel corso di questa fase di mercato.


Nel corso del mese di novembre gli acquisti su tali livelli sembravano poter fungere da trampolino di lancio per la ripresa del trend rialzista; tuttavia la resistenza a 13.200 punti si è dimostrata per il momento ostica da superare. Da notare come le vendite partite da 13.100 punti abbiano innescato venerdì il violento movimento al ribasso.

Nella sessione di lunedì i rialzisti hanno provato in tutti modi a sostenere il prezzo oltre 13.100, anche se tuttavia hanno dovuto arrendersi nella seconda metà di sessione, anche in virtù della debolezza proveniente dagli indici di oltre oceano. Nel brevissimo periodo monitoriamo area 12.950, dove è probabile che si osservino acquisti.

Piu in basso è da tenere d’occhio area 12.850, dove cercheremo pattern rialzisti su time frame brevi a suffragio di entrate long, con un primo target a 13.100 punti, poi 13.200 e in estensione 13.300 punti. Si evidenzia come i livelli segnalati rappresentino le resistenze di breve periodo.




Filippo Giannini - TradingFacile.eu

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