La Fed alza i tassi d’interesse, ma il dollaro rimane debole

Come previsto, la Fed ha alzato i tassi d’interesse, confermando inoltre altri tre aumenti nel 2018


Per la terza volta nel corso del 2017 la Federal Reserve ha deciso di alzare i tassi d’interesse USA, portandoli da 1.25 all’1.50 per cento. E’ stato inoltre confermato che l’attuale politica monetaria proseguirà anche nel corso del 2018.

Infatti nonostante la presidente della Fed Janet Yellen sia destinata a lasciare presto il comando a Jerome Powell, è confermato che nel prossimo anno ci saranno tre ulteriori aumenti dei tassi.

Nella conferenza tenuta ieri, la presidente uscente dell’istituto americano si è soffermata in particolare sul lavoro svolto in questi anni, ribadendo come gli obiettivi in materia di crescita economica, di solidità del quadro occupazionale e di stabilità del sistema finanziario, siano stati raggiunti.

Le dichiarazioni di Janet Yellen

"Al momento, l'economia degli Stati Uniti sta crescendo in linea con l'economia globale; siamo in un’espansione sincronizzata, questa è la prima volta dopo molti anni."

"Sono molto contenta che il mercato del lavoro si sia rafforzato notevolmente rispetto ad otto anni fa. Abbiamo creato 17 milioni di posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è sceso notevolmente".

L'unico lavoro rimasto incompleto? L’Inflazione.

L’unica delusione per Yanet Jallen arriva dal mancato raggiungimento del tanto auspicato target del 2% per ciò che riguarda l’inflazione.

Nel complesso, l’attuale presidente della Fed si congeda con orgoglio, mostrandosi altrettanto sicura che Powell svolgerà un ottimo lavoro.

La Yellen ha infine chiuso la conferenza dichiarando: “è stata un'esperienza estremamente gratificante per me essere stata presidente della Federal Reserve. Sono molto ottimista riguardo a quello che siamo stati in grado di realizzare e ho provato un'enorme lealtà nei confronti dell'istituzione.”

La reazione del dollaro

Nonostante l’aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto, peraltro ampliamente previsto e quindi molto probabilmente già scontato dai mercati, il dollaro ha reagito in maniera debole.

Il dollar Index, che misura l’andamento del biglietto verde contro un paniere composto dalle altre valute principali, ha chiuso ieri in deciso ribasso, registrando un -0.72%.

Filippo Giannini

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