Le tensioni commerciali tra USA e Cina pesano sulla volatilità dei mercati

analisi dei mercati


Le tensioni sul commercio mondiale, legate soprattutto alla guerra dei dazi tra USA e Cina, stanno facendo aumentare la volatilità dei mercati e pesano sui principali indici azionari; lunedì l’indice VIX (che misura il grado di rischio del mercato) è salito del 25% sfiorando quota 18 punti.

Nella giornata di ieri tutti i principali inidici di Wall Street, ad eccezione del Dow Jones, hanno fatto registrare delle flessioni superiori all’1%; i settori tecnologici e industriali sono stati quelli in maggiore difficoltà.

La guerra commerciale

Mentre il 6 luglio entreranno in vigore le tariffe statunitensi che colpiranno $ 50 miliardi di merci cinesi, i mercati attendono la risposta dell’ amministrazione del presidente cinese Xi Jinping e temono nuove ritorsioni del presidente americano Trump.

Venerdì l'Europa ha annunciato l’imposizione di dazi su  3,3 miliardi di dollari di prodotti statunitensi, in risposta alle tariffe statunitensi su acciaio e alluminio.

L’azienda Harley – Davidson è stata la prima a subire l’impatto dei dazi UE; lunedì le azioni dell'iconico costruttore di motociclette americano sono crollate, dopo aver dichiarato che inizierà a spostare alcune produzioni oltreoceano, per compensare il peso dei dazi Europei.

La guerra commerciale sta facendo le prime vittime e secondo molti addetti ai lavori ci saranno solo sconfitti, mai come ora il commercio mondiale sta attraversando una fase cruciale.

La situazione del dollaro

Nonostante le tensioni commerciali, il dollaro sta continuando a mantenersi relativamente stabile rispetto alle altre principali valute.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale al momento della scrittura a 94,09 dopo aver chiuso la seduta precedente in calo dello 0,24%.

Come ci si poteva attendere, il dollaro si è leggermente deprezzato rispetto allo Yen scendendo a 109.67.

Lo Yen è considerato una valuta rifugio perciò tende ad apprezzarsi nei periodi di tensioni geopolitiche.

La situazione del mercato petrolifero

Il mercato petrolifero sta tentando di recuperare terreno dopo le perdite subite nella giornata di ieri, a causa della decisione della scorsa settimana da parte dell'OPEC e di altri alleati, di aumentare la fornitura di petrolio greggio di 1 milione di barili al giorno.

Al momento della scrittura, il future sul petrolio WTI si attesta a 68,45 dollari al barile, in rialzo dello 0,54%.

Il future sul greggio Brent si riporta invece sopra quota 75 dollari al barile e mostra un rialzo dello 0,67%.

Scritto da: Alessio Moretti

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