Petrolio alle stelle, superati i 70$ al barile


Nonostante lo scorso venerdì l’OPEC abbia deciso di aumentare la fornitura globale di greggio di 1 milione di barili al giorno, i prezzi del petrolio non hanno subito nessuna flessione, anzi stanno mostrato un deciso rialzo.

Le numerose tensioni internazionali e in particolar modo la questione Iraniana e la questione Libica, hanno contribuito in maniera determinante a far decollare il mercato petrolifero.
In chiusura di sessione di ieri, le quotazioni dei futures sul greggio brent e wti sono schizzate a seguito della notizia che i funzionari statunitensi avrebbero chiesto a tutti i paesi di interrompere le importazioni di greggio iraniano ancor prima di Novembre.

Il future sul greggio WTI ha chiuso la giornata di martedì a quota 70.62 dollari al barile, in rialzo del 3,73%; mentre il future sul greggio Brent ha chiuso a quota 76.48, in rialzo del 2,34%.
A contribuire al rialzo del petrolio ha influito anche la comunicazione ieri dell’API, che ha riportato una diminuzione delle scorte USA nella settimana appena trascorsa.

Al momento della scrittura il petrolio prosegue ancora la fase rialzista, con il WTI in grande slancio che supera quota 71 dollari al barile. Il petrolio Brent rimane invece intorno quota 76 dollari al barile ma risulta essere ancora in rialzo.

La questione Iraniana

I rapporti tra Stati Uniti ed Iran si sono irrigiditi nelle ultime ore, l'amministrazione Trump sta facendo di tutto per interrompere il prima possibile le esportazioni di petrolio dell'Iran.
Le aziende che acquistano petrolio greggio iraniano devono tagliare completamente quelle importazioni entro l'inizio di novembre, altrimenti si troveranno ad affrontare forti sanzioni statunitensi, ha detto ieri un funzionario del Dipartimento di Stato americano.

Nella scorsa settimana l'OPEC e altri produttori di petrolio, inclusa la Russia, hanno concordato un aumento delle forniture di greggio di oltre 1 milione di barili al giorno ma senza le esportazioni dell’Iran il mercato perderebbe oltre 2 milioni di barili al giorno; l'Iran è il terzo più grande produttore di petrolio dell'OPEC .

Ieri il segretario all’Energia statunitense Rick Perry ha affermato che l’aumento di produzione deciso dall’Opec è inferiore rispetto alle necessità del mercato.
Alcuni analisti stanno ora ipotizzando che lui o altri funzionari americani chiederanno alla Russia di aumentare la produzione al fine di evitare che i prezzi del petrolio aumentino troppo.

La questione Libica

Lunedì il generale libico  Khalifa Haftar aveva dichiarato di aver passato il controllo dei porti petroliferi del paese a una National Oil Corporation (NOC) non ufficialmente riconosciuta e affiliata al governo orientale del paese con base a Bengasi.

Nelle ultime ore la situazione in Libia è precipitata al punto che le forniture di greggio dal Paese (già quasi dimezzate) rischiano la paralisi; ciò potrebbe far crollare l’offerta globale di petrolio di oltre 1 milione di barili al giorno.

La NOC di Bengasi è considerata dalle Nazioni Unite e da Tripoli un entità non legale.

L’American Petroleum Institute (API)

L’American Petroleum Intitute ha comunicato ieri che le scorte di greggio USA sono diminuite di 9.2 milioni per la settimana terminata il 22 Giugno.

Un dato al di sopra delle attese poiché gli analisti si attendevano una diminuzione di 2.57 milioni di barili.

Scritto da: Alessio Moretti

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