ICO: cos’è e come funziona l’offerta pubblica iniziale di criptovalute



ICO: cos’è

Il termine ICO sta per “initial coin offering”, ossia offerta iniziale di monete, e consiste in un meccanismo di raccolta fondi attraverso l’emissione di nuovi token o monete digitali in cambio di bitcoin ed etere.

È una metodologia simile all’offerta al pubblico iniziale (IPO) utilizzata dalle società di capitali per reperire denaro, ma la differenza principale è che si basa sull’offerta di criptovalute invece che su azioni o obbligazioni.

 ICO: come funziona

Una start-up che intende reperire denaro attraverso un’ICO, crea inizialmente una nuova criptovaluta o un token digitale tramite delle apposite piattaforme. Ethereum è tra le piattaforme più utilizzate, in quanto ha un insieme di strumenti che consente ad un'azienda di creare una moneta digitale.

Successivamente, l'azienda lancerà l’ICO in cui gli investitori al dettaglio possono acquistare i token digitali appena coniati. Per partecipare all’ICO gli investitori devono essere in possesso di un wallet, al fine di poter scambiare la nuova moneta digitale con altre criptovalute come: bitcoin o etere (la valuta nativa della rete Ethereum), o anche con monete tradizionali se consentito.

A differenza di altri metodi di raccolta fondi, come un'offerta pubblica iniziale (IPO),  l'investitore non ottiene una partecipazione azionaria nella società ma ottiene in cambio una nuova moneta, che potrà essere utilizzata a fini speculativi e quindi rivenduta sul mercato qualora aumentasse di valore; o può essere utilizzata all’interno del progetto messo in atto dalla start up che ha lanciato l’ICO.

ICO: la storia

Le ICO sono un fenomeno relativamente nuovo, diffuso a seguito dello sviluppo della tecnologia blockchain e del Bitcoin.

La prima moneta digitale distribuita tramite ICO è stata Ripple nel 2013; la società aveva creato circa 100 miliardi di token XRP, che ha poi venduto per finanziare lo sviluppo della piattaforma Ripple.

Successivamente moltissime altre criptovalute sono state finanziate tramite ICO e tra le più importanti si ricorda Ethereum nel 2014.

Nell’ultimo anno le ICO sono letteralmente esplose, così come tutto il mercato delle criptovalute, nel 2017 sono stati raccolti circa $ 3,8 miliardi tramite initial coin offering e quest’anno si stima che la cifra sia quadruplicata.

Le ICO sono legali?

La legalità delle ICO non è ancora ben definita e varia da paese a paese. Alcune giurisdizioni hanno cercato di regolamentarle in modo simile alla vendita di azioni e titoli, altre invece le hanno vietate.

In Cina le criptovalute sono molto diffuse, eppure lo scorso anno la People's Bank of China ha dichiarato illegali le ICO, avvertendo le persone dei rischi insiti nell'investire in esse; successivamente anche la Corea Del Sud ha seguito l’esempio della Cina.

Negli Stati Uniti, non ci sono norme specifiche per le ICO, ma a seconda di come viene classificata la moneta digitale, essa potrebbe rientrare nelle normative della Securities and Exchange Commission (SEC).

In Europa, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato delle linee guida sulle ICO lo scorso'anno.

Alcuni paesi invece, come Malta,  si stanno invece muovendo per integrare le ICO alla normativa nazionale sugli investimenti e riciclaggio di denaro.

ICO: ci sono dei rischi?

Il fatto che le ICO non siano regolate da alcuna legge, le rende molto rischiose e quindi molto appetibili ai potenziali truffatori.

Molte criptovalute sono morte solamente pochi giorni dopo essere state lanciate e moltissime persone stanno cercando ancora di recuperare i loro soldi.

A causa della mancanza di una regolamentazione concreta, c'è pochissima tutela per l’investitore.

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