Il petrolio tenta il recupero dopo il brusco calo di ieri



Nella giornata di mercoledì il mercato petrolifero ha fatto registrare la peggior seduta di tutto il 2018, limitando leggermente le perdite a fine sessione, dopo l’uscita dei dati EIA sul livello delle scorte Usa.

Il future sul petrolio Brent ha chiuso ieri a quota 74,15 dollari al barile cedendo il 6%, mentre il future sul petrolio WTI ha fatto registrare una perdita del 4,65% chiudendo a 70,59 dollari al barile.

A pesare sulle quotazioni dell’oro nero sono state senza dubbio le tensioni commerciali tra Usa e Cina, dopo che il presidente Trump ha minacciato Pechino di inserire nuovi dazi del 10% su 200 miliardi di prodotti cinesi.

Anche l’annuncio sulla riapertura di 4 porti Libici hanno influito a mettere sotto pressione il mercato petrolifero.

Una boccata di ossigeno è arrivata però dai dati positivi sulle scorte Usa, che hanno invertito il trend ribassista nel tardo pomeriggio di ieri.

Secondo i dati, le scorte di petrolio Usa sono passate da 417.9 milioni di barili di una settimana fa a 405,2 milioni di barili nell’ultima settimana, scendendo quindi di 12,6 milioni. Gli analisti avevano invece previsto un calo più contenuto, intorno ai 4,5 milioni di barili. 

Nella sessione odierna il greggio sembra proseguire lo slancio positivo iniziato alla fine della seduta di ieri.

Al momento della scrittura il future sul petrolio WTI viene scambiato a 70.61 dollari al barile, in rialzo dello 0.44%; mentre il future sul petrolio del mar del nord viene scambiato a 74,64, in rialzo dello 0.66% rispetto alla chiusura di ieri.


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