Il petrolio si prepara ad un’inversione di mercato?

Il greggio statunitense (WTI) ha toccato ieri un nuovo minimo annuale a 49,41 dollari al barile nella prima parte della giornata, salvo poi recuperare in chiusura e riportarsi sopra i 50 dollari. L’ultima volta che il petrolio statunitense ha chiuso al di sotto dei 50 dollari è stato il 4 ottobre 2017.

Il futures WTI con scadenza gennaio 2019 ha chiuso la seduta di ieri a 51,45 dollari al barile (in rialzo del 2,31%), mentre il Futures del petrolio Brent ha chiuso a 59,51 dollari (in rialzo dell’1,28%).

I timori per l’eccesso di offerta dell’oro nero hanno spinto il mercato ad aggiornare i minimi annuali, salvo poi assistere ad un vigoroso recupero sulla scia dei rumors secondo cui la Russia aderirà probabilmente ad un nuovo taglio della produzione insieme all’OPEC.

Nei prossimi giorni diversi elementi imporranno un attento monitoraggio del prezzo del petrolio, sia in ambito macro economico e sia a livello tecnico.

Sul fronte macro economico il 6 e 7 dicembre l’OPEC e la Russia si riuniranno a Vienna per discutere i nuovi tagli alla produzione al fine di ristabilire l’offerta globale; il prossimo fine settimana invece a Buenos Aires per il G20 si riuniranno anche Stati Uniti, Russia e Arabia Saudita, dove con molta probabilità si discuterà di come coordinare gli sforzi in tema di produzione ed esportazione.

A livello tecnico, effettuando un’analisi su time frame giornaliero relativa al contratto WTI, osserviamo come il mercato stazioni attualmente su livelli di prezzo estremamente sensibili intorno ad area 50 dollari; tali livelli, dopo aver fornito resistenza all’ascesa dei prezzi nel corso del 2016 e 2017, sono ora chiamati a fungere da supporto per una ripresa dei corsi al rialzo.

Uno primo spiraglio è stato offerto dalla dinamica di prezzo relativa alla sessione di ieri, dove per la prima volta si è assistito ad acquisti sui nuovi minimi, che hanno prodotto come conseguenza un’inversione di prezzo in chiusura ed un recupero su base giornaliera pari al 2,13%.

Certamente non basta un segnale del genere per identificare un punto di inversione, ma sicuramente può costituire a livello tecnico una prima base dalla quale ripartire.

A tal proposito andrà monitorata la dinamica di prezzo nei prossimi giorni, cercando ulteriori configurazioni rialziste e soprattutto monitorando eventuali nuovi acquisti sul test dei precedenti minimi di mercato.


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