L’oro rimane sotto pressione

Mentre il dollaro USA si è rafforzato dopo che la Federal Reserve ha riaffermato la propria politica di restrizione monetaria, i prezzi dell'oro sono scesi al livello più basso degli ultimi 30 giorni


L’oro ha toccato stamattina un nuovo minimo a 30 giorni, raggiungendo i 1204,30 dollari all’oncia.

L’esito della riunione della Fed la scorsa settimana ha prodotto un rafforzamento il dollaro e messo sotto pressione il metallo prezioso; la banca centrale americana giovedì scorso ha mantenuto i tassi di interesse invariati, auspicando tuttavia per dicembre un ulteriore rialzo, per la quarta volta quest’anno.

I tassi di interesse più elevati sono generalmente rialzisti per il dollaro e ribassisti per l’oro, poiché gli investitori non americani preferiscono investire nel biglietto verde piuttosto che comprare il metallo prezioso.

Il Dollar Index, che misura l’andamento del biglietto verde contro un paniere di sei valute principali, da giovedì scorso ad oggi ha subito un apprezzamento di oltre l’1.5%.


Quadro tecnico


Analizzando il grafico su time frame giornaliero osserviamo come il prezzo del future con scadenza Dicembre 2018, sia ora al test del supporto a 1.205 dollari.

La precedente rottura della resistenza a quota 1.215, sulla quale il mercato aveva lavorato parecchio nel corso degli ultimi tre mesi, sembrava aver finalmente messo fine ai ribassi; la mossa aveva alimentato le aspettative rialziste sul principale bene rifugio, che aveva segnato un massimo a 1246 dollari.

Il ritorno dei prezzi al di sotto di area 1.215 va quindi interpretato con un segnale di nuova debolezza; in tale scenario la rottura del supporto a 1.205, confermata in chiusura, decreterebbe la ripresa del trend ribassista.

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